Dibattiti

Le bombe buone e quelle cattive

Da oltre una settimana, dalla striscia di Gaza, dopo aver rotto la tregua, Hamas tempestava i villaggi israeliani di frontiera con centinaia e centinaia di razzi esplosivi, provocando danni ingenti, feriti e, nelle ultime ore, anche qualche morto. La stampa mondiale minimizzava e la gran parte dei governi dell’occidente democratico faceva anche di peggio, fingeva di non vedere di non sentire. Alla fine, dopo ripetuti appelli all’avversario perché fermasse l’attacco e dopo aver atteso, inutilmente, l’intervento di qualche organizzazione internazionale, Israele ha reagito e data la superiorità di mezzi bellici di cui dispone le sue bombe hanno fatto più male, molto più male di quelle di Hamas. Già si parla di oltre duecento morti a Gaza. La gran parte sono miliziani di Hamas ma c’è anche qualche civile. La Lega Araba accusa Israele di crimine contro l’umanità. L’Onu ordina al governo di Gerusalemme di fermare l’attacco. Anche l’Unione Europea sollecita la fine dell’intervento israeliano pur blandamente auspicando la cessazione delle ostilità anche da parte di Hamas. Di nuovo dunque si porta all’attenzione del mondo la crisi mediorientale solo dopo che, per difendere il loro paese e il loro popolo, i soldati con la stella di David sono stati costretti a ricorrere all’uso delle armi. E’ anche per questo che tale crisi resta irrisolta da sessant’anni.

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dic  08
28
alle 09:22
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Luca,d'accordo sull'importanza dei blog nell'universo dell'informazione.Altrimenti non saremmo qu...


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4 Commenti to “Le bombe buone e quelle cattive”

  1. daland dice:

    Ciò che davvero fatico a sopportare sono le cronache “buoniste” che ci mostrano uomini e – soprattutto – donne palestinesi in lacrime.

    Nessuno ricorda che quegli uomini e donne, che oggi piangono, sono GLI STESSI che, meno di due anni fa, hanno VOTATO per Hamas, pur conoscendone perfettamente il programma politico.

    In parole crude: se la sono cercata.

  2. Anonimo dice:

    @daland. E’ la prima volta che dissento profondamente. La gente di gaza ha votato per hamas come si vota per berlusconi. E’ la più visibile, è la più presente sul territorio, è quella che ha presentato un programma estremista che la maggior parte dei palestinesi condivide. Li hanno eletti in elezioni libere. Israele e gli Stati Uniti, un minuto dopo, hanno fatto di tutto per sconfessarli, impedirgli di governare. Risultato. hanno rianimato la guerriglia. Israele ha diritto alla sua vita, alla sua sicurezza, ha diritto a tutto, ma deve smetterla di usare solo l’opzione militare o l’embargo. Ci sono scuole, programmi e progetti per migliorare le condizioni di vita. Se questo avvenisse, hamas sarebbe sconfitta.
    Se poi la vogliamo mettere sul piano militare non si risponde con un missile ad un razzo kassam. Qulunque paese lo considererebbe “eccesso di legittima difesa”.

  3. daland dice:

    Caro Luca,
    la storia è lì sotto gli occhi di tutti, basta non buttarla nel cestino.

    Scrivi: “Ci sono scuole, programmi e progetti per migliorare le condizioni di vita. Se questo avvenisse, Hamas sarebbe sconfitta.”

    È precisamente ciò che accadde negli “anni di Oslo” (1993-2000) quando Arafat sembrò essere rinsavito: a Gaza – grazie all’economia israeliana – la disoccupazione era sotto il 10%, la stessa percentuale della rilevanza politica di Hamas!

    A gennaio 2001, mentre Sharon provocava con la sua passeggiata, a Taba Barak-Beilin portarono una proposta che aveva quasi del temerario (94% della WestBank, contiguità territoriale, la Valle del Giordano, rifugiati, Gerusalemme). Arafat dov’era? A Davos, a fare un bel discorsetto: “Il Governo di Israele da quattro mesi sta facendo una guerra selvaggia e barbara, un’aggressione brutale e fascista contro il nostro popolo palestinese, usando armi proibite come l’uranio impoverito.” Risultato? Hamas al 70%, intifada e kamikaze a gogò.

    Se, come giustamente scrivi: “(Hamas) ha presentato un programma estremista che la maggior parte dei palestinesi condivide”, sorry, allora deve condividerne tutte le conseguenze.

    Quanto alle “proporzioni”, se i Kassam siano solo delle armi giocattolo dovremmo chiederlo a chi ci ha lasciato la pelle!

  4. mario pinzauti dice:

    Luca,d’accordo sull’importanza dei blog nell’universo dell’informazione.Altrimenti non saremmo qui.Un po’meno d’accordo sul resto.Hamas aveva rotto la tregua da una settimana ,stava riversando sui villaggi israeliani una pioggia di razzi kassem che non sono micidiali come i missili israeliani ma non certo per merito del il buon cuore di chi li lancia:tanto è vero che ,per errore hanno ucciso due sorelline palestinesi e con intenzione un civile israeliano.E mentre questo avveniva il mondo e la stampa stavano a guardare.Bessuno è seriamente intervenuto per fermare l’aggressione di Hamas e il probabile seguito(ripresa dell’intifada,eccetera).Come tante volte dal ‘48 a oggi Israele si è trovato a difendersi da solo.L’ha fatto in dimensioni eccessive?Forse.Ma forse ha visto,e credo con fondate ragioni,in questa sua esibizione muscolare che sta costando tante vite l’unico modo per indurre Hamas ad abbassare la cresta.Certamente non sarebbe stato necessario,forse non sarebbe avvenuto,se il mondo,a partire dall’Onu,a seguire dall’Unione Europea,a seguire dalla grande stampa avesse intimato ad Hamas di fermarsi quando il fuoco della violenza era stato appena acceso.

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