Le toghe rosse: fine di una leggenda
L’ultima notizia è quella dell’arresto del sindaco di Pescara. Prima ci sono stati i casi dei “ domiciliari “per il deputato pd Margiotta, il rinvio a giudizio del governatore Del Turco (costato all’opposizione la perdita dell’Abruzzo!), l’apertura d’inchieste giudiziarie sull’operato del governatore della Campania Bassolino, di assessori delle giunte comunali di Napoli, Firenze e di altre fino a ieri roccaforti del centrosinistra.. E tuttavia nel governo e anche su gran parte della stampa non si parla più di uso politico della magistratura. E così, attraverso il formidabile strumento della comunicazione, la giustizia subisce, di fatto, una prima riforma. E’ posta al di sopra di ogni possibilità di critica, è anzi premiata con l’ approvazione e l’ elogio quando, a ragione o a torto, colpisce e mette in ginocchio l’avversario. Si fa invece di tutto per allontanarla dall’attenzione del cittadino quando tenta, sia pure quasi sempre con cautela, di continuare a mettere il naso negli affari delle casa padronale, come avviene nel caso del dieci per cento di parlamentari del pdl inquisiti. E poiché tutto questo procede senza che l’opposizione alzi la voce con volumi percepibili prende a diffondersi il dubbio se sia opportuno ricorrere a voti parlamentari o addirittura a riforme costituzionali per cambiare questo stato delle cose in cui è esclusa a priori-e perfino come leggenda-la presenza delle toghe rosse
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
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dicembre 17th, 2008 at 15:42
Non mi pare che il centro-destra stia osannando i giudici che indagano su personalità del centro-sinistra (anche perchè – vedi Bocchino – qualcuno dei loro c’è pur sempre di mezzo).
In realtà chi continua ad osannare i giudici è DiPietro e con ciò fa proprio il gioco di Berlusconi, come mirabilmente sintetizza Giannelli con la sua vignetta odierna: sia perchè indebolisce ulteriormente il PD (come non bastassero i guai giudiziari dei suoi esponenti) e perchè costringe il PD medesimo ad accodarsi al centro-destra sulla necessità di far qualcosa nel campo Giustizia, se non altro per evitare spettacolarizzazioni e conseguenti strumentalizzazioni.
Ancora un volta è il PD l’unica vittima, PdL e IdV i vincitori. Ma di fatto, in ultima istanza, il PdL, poichè sappiamo per esperienza quanto un avversario “viscerale”, che divide i suoi oppositori, faccia comodo a Berlusconi.