Le dimissioni di Prodi
Oggi Romano Prodi ha dato le dimissioni dalla presidenza del PD per facilitare il rinnovamento della classe dirigente.
Ora che questa campagna elettorale è terminata, oro che dovrebbero essere terminate anche le palate di fango che gli sono state gettate addosso, possiamo provare con calma a ripercorrere questi venti mesi di esperienza governativa e vedere dove ha sbagliato e cosa ha fatto per meritarsi tutte le bestialità che sono state dette sul suo conto da Berlusconi e dai suoi camerieri?
Ci sarà qualcuno, dall’opposizione, meno asservito o schiavo di altri da poter riconoscere che la lotta all’evasione fiscale, il tentativo di fare delle liberalizzazioni, lo sforzo immane di raddrizzare i conti e di fermare la corsa del debito pubblico sono anche meriti suoi ?
Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di dirgli: comunque grazie professore .
Anche se magra, una cosa mi consola. Lo squallido personaggio che brindò con spumante e mortadella alla caduta del governo, non è stato rieletto. Sono contento.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
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aprile 16th, 2008 at 22:09
Berlusconi sarà costretto a fare cose molto più dolorose di quelle che hanno fatto Prodi e PadoaSchioppa.
Ma molti – non tutti – invece di maledirlo, lo applaudiranno come salvatore della Patria dalla globalizzazione selvaggia (Tremonti ha già messo le mani avanti, addebitandola per l’appunto a Prodi). Per tacitare i più si è detto disponibile a prendere in squadra anche gli avversari!
La maledizione di Prodi (non una, ma due volte) è stata di non avere con sè una maggioranza, ma un’accozzaglia di ipocriti mossi esclusivamente dal “muoia Berlusconi”. Dal primo giorno di governo, ad ogni provvedimento impopolare seguivano immancabilmente le prese di distanza, i distinguo, i nasi turati. Le due estreme del c-s (ma spesso anche il centro) facevano a gara nel defilarsi, nel dire “io non c’entro, fanno tutto Romano e Tommaso”. Insomma, Prodi era servito solo per vincere (non una, ma due volte) le elezioni contro il Silvio, per il resto cazzi suoi.
Peraltro, non aveva (e non avevamo noi) alternative: o così o Berlusconi. Dopo due esperienze, forse l’abbiamo – grazie a Walter – capita.
Adesso il peggio che possa capitare è che qualche imbecille cominci a dire “io non c’entro, hanno fatto tutto Walter e Dario” e mandi a scatafascio anche quel poco (molto, in verità) che si è cominciato a costruire.