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Ma chi è ‘sto Obama?

“A me Obama piace”:l’ha detto,in un programma televisivo,Renata Polverini,segretaria generale dell’Ugl,la confederazione sindacale di destra.La sua non è la sola voce di destra e di centro che in Italia esprime simpatia e appoggio per il senatore nero che,se la sorte gli sarà benigna,martedi prossimo sarà eletto Presidente degli Stati Uniti.
Un gruppo di esponenti di An ha istituito un sito web che raccoglie adesioni alla candidatura di Obama,al quale va anche la simpatia della sinistra ministra Gelmini.Queste e altre prese di posizione che,a proposito del candidato democratico alla Casa Bianca,si manifestano nel centro destra italiano,inducono a porsi la seguente domanda:ma chi è politicamente ‘sto Obama?Il progressista che,da subito,da quando negli Usa ebbero inizio le primarie,fece innamorare Veltroni?O un abile moderato disponibile per cento e mille compromessi,tanto è vero che ha ottenuto il sostegno,anche sotto forma di finanziamenti,di potenti gruppi di potere economico?Secondo il modesto,modestissimo parere di chi scrive egli è un po’dell’uno e un po’dell’altro,cioè del progressista e dell’’uomo disponibile ai compromessi uniti e resi forti-non soltanto quanto è bastato per sconfiggere all’interno del partito democratico concorrenti del prestigio di Hilary Clinton ma anche per rendere probabile la conquista della Casa Bianca- grazie alle straordinarie circostanze in cui la candidatura è nata e cresciuta .Il sogno impossibile di Barack Obama è stato proposto all’America e al mondo mentre l’America e il mondo investiti,messi in ginocchio,spinti verso la distruzione da un disastro dopo l’altro-dalla caduta delle ideologie alla caduta della fiducia nelle forze politiche e sindacali fino al susseguirsi di guerre insensate e allo sgretolamento delle strutture portanti delle maggiori economie e alla conseguente perdita di visibilità di futuro per tutti,specie per i giovani-vengono sempre più privati o si privano di sogni possibili.Per qiesto è stato accolto-o meglio potrebbe essere accolto se il senatore diventerà Presidente-come il fatto nuovo,che tutto o tanto potrebbe cambiare e guarire :dunque come una speranza,un bene che per ognuno,salvo pochi privilegiati,è diventato primario e non può quindi che essere bipartisan,tripartisan e oltre.

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nov  08
2
alle 09:52
da mariopinzauti


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