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Mumbai, a 36 ore dalla mattanza

Come molti dei miei lettori sanno vado regolarmente a Mumbai dove ho alcuni amici. Non è solo il retaggio dei lunghi anni da inviato speciale è, sopratutto, il grande interesse per un paese straordinario ricco di insanabili paradossi e di una democrazia solida e diffusa. Certo, un loro modello di democrazia, ma pienamente funzionante. Potete immaginare dopo la mattanza alla Victoria station, delle granate al cafè Leopold e l’attacco all’Oberoi e al Taj il dolore e la preoccupazione. Poi è subentrata la voglia di capire e allora, al contrario di quanto si dice, credo che Al Quaeda centri poco o niente. Credo invece che la questione sia tutta interna. Il fondamentalismo mussulmano, foraggiato da una parte deviata dei servizi segreti pakistani, è l’attore principale. Troppi gli elementi che mi inducono a puntare il dito su di loro. La lingua parlata( urdu) la giovane età, la capacità organizzativa, la formazione militare. Mumbai, laboratorio della convivenza tra indu e musulmani, città dello sviluppo economico e del melting pot, è stata presa di mira da chi tutto questo lo teme.

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nov  08
28
alle 10:19
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

In effetti AlQaeda è solo una - magari la più pubblicizzata/sponsorizzata - espressione del fon...


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Un Commento to “Mumbai, a 36 ore dalla mattanza”

  1. daland dice:

    In effetti AlQaeda è solo una – magari la più pubblicizzata/sponsorizzata – espressione del fondamentalismo islamico, mentre in India esiste uno scontro etnico-religioso fra indu e islamici che viene da lontano, e che ha avuto episodi sanguinosi a ripetizione, cui l’islamico Pakistan non è certo stato estraneo.

    Come spesso accade, un capitalismo minimamente serio può fare miracoli, come vediamo dai numeri: dopo decenni di retroguardia, l’India ha oggi largamente superato il Pakistan su tutti i parametri economici, e questo può spiegare molte cose. Il dramma è che entrambi i Paesi hanno l’atomica!

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