La guerra di Napoli
Le parole più giuste sulla guerra dell’immondizia a Napoli finora l’ha dette l’ex presidente della Repubblica Ciampi, secondo il quale l’orrenda contesa sull”immondizia che assedia, avvelena e condanna alla vergogna internazionale il capoluogo campano e il suo hinterland è la conseguenza di responsabilità che non risparmiano alcuna forza politica perchè, sempre secondo Ciampi, non c’è forza politica che sul problema, vecchio di decenni, non abbia tirato a campare, nella sperana che la soluzione arrivasse per grazia divina. Ma se così è -e molti , oltre a Ciampi, sono convinti che così sia davvero- che senso ha cercare e colpire ora, subito alcuni capri espiatori, i quali certamente -com’è il caso del governatore Bassolino e del sindaco Iervolino- qualche responsabilità ce l’hanno ma non tutte e probabilmente neppure le maggiori? No,caro amico e direttore Luca Ajroldi. Mentre il problema di Napoli rischia di assumere aspetti da vera e propria guerra civile, ci vuole qualcosa di più. Occorre anzittutto -come sta facendo il governo- intervenire con misure eccezionali, anche se probabilmente in gran parte impopolari,per far cessare o ridurre l’emergenza. E poi, invocando la collaborazione di tutte le forze politiche -anche di quelle che oggi speculano sulla tragedia e convocano proprio a Napoli,i loro stati generali- un’indagine che faccia luce su tutta la variegata rete di responsabilità dirette e complicità: rete che comprende certamente una notevole quantità di amministratori locali ,di ditte incaricate di provvedere allo smaltimento dei rifiuti,delle loro ramificazioni camorristiche.In modo da comporre così una mappa dettagliata dei colpevoli e dei loro sostenitori, metterla poi sotto processo e colpirla. Se in questo quadro entrassero e fossero puniti anche Bassolino e la Jervolino non dovrebbero esserci nè lacrime nè proteste. Pretendere oggi le loro teste, solo le loro teste significherebbe invece incoraggiare la politica del tirare a campare che già troppo male ha fatto a Napoli:e non solo a Napoli.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Luciano il 01/1/70
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gennaio 7th, 2008 at 19:12
Mi dispiace, caro Mario, che non sia stato capito lo spirito della mia richiesta. Non è animo forcaiolo nè,tantomeno, ricerca di capri espiatori. E’ la necessita per il centro-sinistra di dare esempi concreti al paese. Dare le dimissioni non significa fermare tutto. Significa dare il segnale che, fuori dai giochi, si possono denunciare, nei luoghi opportuni, quello che oggi viene detto-non detto, attraverso lettere ai giornali. Significa evitare chiamate di correo come fa la Jervolino, significa togliere ogni alibi a chi oggi specula su quanto accade.Il Governo agisca sull’emergenza, come sta facendo e bene. Ma basta con il piagnisteo delle mani legate. Se così è stato, bene, uscirne fuori consentirebbe di parlare chiaro. Sappiamo tutti che le grandi e piccole aziende del nord hanno smaltito illegalmente attraverso prestanome della camorra che poi ha avvelenato il territorio. Dette da un giornalista hanno un senso, dette da Bassolino dimissionario, avrebbero ben altra forza.
gennaio 7th, 2008 at 20:53
Una semplice cosa andrebbe messa in campo che risolverebbe la granparte dei problemi che affligono napoli,la politica insomma l’Italia intiera.
La capacità intelletuale di fare il seguente ragionamento: ” non sono da annoverare tra le cause ma al tempo stesso non sono stato la soluzione” ed in conseguenza di tale presa d’atto rassegnare le dimissioni.
questa facoltà anzi questa mancanza di responsabilità ci sta sempre più spingendo verso il baratro che è sempre più all’orizzonte .
Verrebbe da dire “Prima vedi napoli e poi muori, sì ma d’infarto e nell’ipotesi che reggi a questo di cancro”
- perdonate l’amaro sarcasmo, ma è una costatazione di fatto-
gennaio 7th, 2008 at 21:59
Scusate, ma Bassolino (farà pure tutto lo scaricabarile che volete… visto che è diventato il “Governatore della monnezza”) ma fa accuse precise e circostanziate in mille direzioni, configurando una situazione di vera e propria “inciviltà di massa”!!!
Ovviamente strumentalizzata da tutti, camorristi e politici!
Ma ai bambini, a scuola e al catechismo, lo insegnano lì che esistono, a cosa servono, e quanto “furbi” sono i termovalorizzatori? O invece gli insegnano che la raccolta differenziata è solo una rottura di coglioni? E che si fa molto prima a buttare la monnezza per strada, e chissenefrega?
C’è bisogno di un’ordinanza del Prefetto per fare dell’educazione civica seria e moderna?
Poi ci lamentiamo del bifolco Calderoli, ma a Brescia, perdio, nessuno ha fatto manifestazioni contro il termovalorizzatore del “compagno” Corsini (a 2 Km da Piazza Loggia, che scalda le case di un terzo della città!) e le cose funzionano, come a Venezia (vedi l’impeccabile testimonianza di G.A.Stella sul Corriere) dove c’è un impianto a 5 km. da Piazza SanMarco!
Sulla raccolta differenziata, meglio di ogni discorso vale questa testimonianza, di una Scuola Elementare di Bibbona!
http://www.alphabeto.it/raccoltadifferenziata/
gennaio 8th, 2008 at 01:57
Caro Mario, non sono assolutamente d’accordo con te (mentre concordo con Luca)! Ma ci rendiamo conto che a Napoli non è mai colpevole nessuno? Sento dire: “non è il momento delle polemiche ma delle soluzioni”. MA CERTO CHE E’ IL MOMENTO DI POLEMIZZARE E CERCARE I COLPEVOLI! Se non ora quando? Dopo che tutto si sarà calmato? Questa non è la prima crisi per l’immondizia in Campania e anche le altre volte si è detto “pensiamo a risolvere il problema senza cercare capri espiatori” e i risultati si sono visti… E’ ovvio che Bassolino non ha tutte le colpe, ma quando l’esercito perde la guerra è il comandante in capo ad andarsene, mica si cacciano i soldati… Pensare di poter intervenire a risolvere tutto insieme malaffare, mala politica e inciviltà diffusa è un’utopia. Ma se almeno questa vicenda insegnasse che chi vuole il potere si accolla anche colpe e responsabilità, chissà che le prossime gestioni non siano meno disinvolte.
gennaio 8th, 2008 at 08:50
Napoli è ed è stata sempre , e spero che non lo sia più in futuro , il luogo fisico che manifesta con più vigore lo stato delle cose in Italia.
l’intreccio mafie -politica -imprenditoria – egoismo sociale-irresponsabilità civica è l’apoteosi finale di un tirare a campare non solo delle istituzioni ma di un intero popolo.
E a quelli che guardano con sufficienza il sud (padani)vorrei ricordare che l’attuale situazione è da imputare anche a loro: riciclaggio di materiale pericoloso sversato proprio in quelle discariche ora contese dallo Stato.
Io tutto questo impegno irrituale da parte di questo governo non lo colgo anzi – a mio dispiacere perchè guardavo con simpatia questa compagine-nell’affrontare la situazione si sta comportando da manuale cioè, tirando a campare ,per dirla come a molti piace dire della abominevole situazione.
Bèh, cosa volete che faccia in fin dei conti una politica intera che ha le mani sporche di monnezza?!?!