Dibattiti

Nella testa di Berlusconi

La rimonta di Veltroni c’è ed e tangibile, mi dice un addetto ai lavori di parte avversa ( Forza Italia) che mi ha chiesto l’anonimato. Figuratevi la mia curiosità. Allora, fuori i numeri, quanti, dove? Calma, i sondaggi non sono la realtà. Le intenzioni non sono crocette sulla scheda, mi dice. Ma devono essere così concrete che il grande tessitore ( Gianni Letta) è stato fatto partire con una proposta “bomba”. In caso di pareggio o di sconfitta al senato, Berlusconi proporrebbe un governo presieduto da Gianni Letta, formato da 14 ministri divisi otto a sei, per fare le riforme, le liberalizzazioni e quanto indispensabili nel giro di un anno. Poi si torna a votare e vinca il migliore. Il Cavaliere, dice il mio interlocutore non vuole trovarsi addosso la crisi economica, l’Alitalia e tutto il resto con metà paese, i sindacati, parte delle istituzioni e il Quirinale che gli fanno la fronda. Che dirà Ualter?

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apr  08
5
alle 02:20
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di il 01/1/70

@Maria Ferdinanda. Governare non è un fatto ideologico è (o dovrebbe essere) risolvere i proble...


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3 Commenti to “Nella testa di Berlusconi”

  1. Maria Ferdinanda dice:

    Del resto anche il tuo Ualter, mai vincesse, avrà gli stessi problemi, uguali e contrari, e cercherà di risolverli nello stesso modo.

    Che faremo noi se ci toccherà un Governo che arriva comodo comodo ad avere i due terzi del Parlamento?

    Ci sarà ancora un’opposizione abbastanza forte per esercitare un reale potere di controllo?

    E chi si importa di cosa dirà Ualter. E’ questo, piuttosto, che vorrei sapere.

  2. daland dice:

    L’ipotesi ventilata qui – dovesse materializzarsi – darebbe ragione a ciò che Veltroni (e non solo lui) sosteneva dopo la caduta di Prodi: facciamo le riforme e poi si torna a votare.

    Con Marini, invece che con Letta-il-vecchio. Cambiava poco.

    Quindi, come minimo, si sarebbero persi sei mesi (di questi tempi è un’eternità…)

    Se invece, come continuo a pensare, il Silvio vincerà, sia pure senza trionfare (al Senato), ha ragione Veltroni a sostenere che Berlusconi debba prendere sulle sue sue spalle l’onore (o la croce, se preferisce) di governare: con problemini come lo 0,3%, l’Alitalia e – massimamente – il Bossi scatenato.

    Magra consolazione – e parecchio masochismo – sarebbe poi per i suoi avversari risputargli addosso tutte le contumelie che lui ha vomitato su Prodi e i “comunisti”.

  3. Anonimo dice:

    @Maria Ferdinanda. Governare non è un fatto ideologico è (o dovrebbe essere) risolvere i problemi. A sentire i due programmi a me sembrano ben diversi, quindi anche il modo di affrontare i problemi sarà diverso, come differenti sono le priorità.
    Come dice Daland quì sopra, non credo che l’ipotesi del pareggio si verificherà. Se così dovesse essere non starei a preoccuparmi del potere di controllo dell’opposizione. Vorrei tanto che si potesse procedere a tappe forzate nella modernizzazione di questo paese. Ma anche questa mi sembra un’impresa impossibile. Troppo diversi gli schieramenti e le idee per avere a cuore gli interessi dell’Italia.

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