Gli atei devoti
Censiti,salutati ed applauditi i duecentomila convocati in piazza San Pietro con la collaborazione di parrocchie e associazioni cattoliche di tutta Italia ,i cardinali Bagnasco e Ruini si sono affrettati a negare che si sia trattato di una prova di forza,sperando che chi ,seguendo la tv, ascoltava le loro dichiarazioni,avesse dimenticato le parole con cui, qualche giorno prima, i due illustri prelati,e Ruini con particolare fervore,avevano sollecitato il popolo cattolico ad accorrere a Roma per offrire al Papa riparazione e sostegno dopo le presunte manifestazioni d’intolleranza di poche diecine di studenti e docenti all”università “La sapienza”. Meno male che a tenere ben aperti gli occhi della gente ci hanno pensato i numerosi esponenti politici del centrodestra che,in piazza San Pietro non hanno mancato di definire l’oceanica adunata come un’adeguata risposta al presunto risorgente anticlericalismo della sinistra.E meno male anche che i radicali,indispensabili come il prezzemolo in tanti momenti dell’attualità italiana hanno reso noti dati secondo i quali la presunta vittima dell’oscurantismo di sinistra,cioè Benedetto XVI,ha più ospitalità e risalto sui telegiornali di quanta ne ottengano il Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato.Questi dati erano riportati su volantini da distribuire durante la manifestazione in piazza San Pietro.La Questura di Roma ne ha però vietato la distribuzione e i radicali hanno potuto farli conoscere soltanto ricorrendo a dichiarazioni ai mezzi di comunicazione.E’bastato per portare la notizia a un buon numero di persone ma con la diffusione in piazza San Pietro la pubblicità sarebbe stata notevolmente maggiore. E certamente per questo è stata proibita,contribuendo a far crescere il giubilo dei molti “atei devoti”(come li ha chiamati Eugenio Scalfari nel suo editoriale di ieri di “Repubblica”),cioè dei molti non credenti che ,in veste talare o in doppio petto, sostengono le sempre più frequenti iniziative per politicizzare di più la chiesa cattolica
da mariopinzauti
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di daland il 01/1/70
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gennaio 21st, 2008 at 16:59
È proprio così blasfemo pensare che la vicenda papa-sapienza sia stata tutta una manfrina scientificamente premeditata da Ruini, col concorso – cosciente o beota – del rettore?
Dico: che i soliti quattro studenti (e non) avrebbero contestato, era chiaro e prevedibile fin da sempre, mica ci voleva la lettera dei 67 per aizzarli! Il cordone di polizia sarebbe stato comunque creato, indipendentemente da tutto; ergo la rinuncia di (Ratzinger) Ruini – di fronte all’assicurazione del Ministro dell’Interno che garantiva al 1000% la sicurezza – sa proprio di provocazione… di pretesto per montare la storiella del “papa imbavagliato dai laici protervi”, con conseguente “chiamata alle armi” delle moltitudini cattoliche per liberarlo dalla belva miscredente.
Altro che dettare l’agenda, qui è già passati all’azione concreta!