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Purchè non siano cent’anni

Cinque anni sono lunghi, scrive Luca Ajroldi commentando il mio precedente post (“in attesa di settembre”). Ma di più ancora lo sarebbero, caro Luca, dieci anni, o venti, o trenta, o cento, cioè l’immensa durata che potrebbe avere il governo di centro destra, anche se a un certo punto, per cause di forza maggiore, non più presieduto da Berlusconi, se gli uomini e le forze politiche cui abbiamo affidato i nostri destini non si daranno una mossa. Cosa che, oggi come oggi, appare poco facile e ancor meno vicina. Un altro illustre cervello della sinistra, Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, ha definito la petizione contro il governo ” un’idea sballata”, dopo che l’avevano definita inopportuna il sindaco di Torino Chiamparino e il governatore della Campania Bassolino. Chiediamoci: come potrà sentirsi incoraggiato a firmare il documento l’elettore pd del Piemonte, del Veneto, della Campania e di altre regioni -se il cattivo esempio, come spesso accade, avrà successive, importanti imitazioni -a sostenere un’iniziativa che, secondo le buone intenzioni di Veltroni, dovrebbe costituire un corale tentativo per salvare l’Italia dalla catastrofe verso la quale la stanno spingendo gli atti del governo e del premier in particolare? A meno che, dunque, l’autunno, oltre ad essere caldo per l’inevitabile esplosione di proteste sindacali, non porti un po’di giudizio nello sgangherato e confuso esercito della sinistra c’è serio motivo per preoccuparsi, forse per disperarsi. Ammettiamolo, caro Luca: senza però accettare una resa senza condizioni e tanto meno definitiva. Dobbiamo solo guardare in faccia la realtà anche quando, come nel nostro caso, è decisamente spiacevole. E chiedersi che si può fare per cominciare a migliorarla. Mandare un ippogrifo sulla luna per recuperare i cervelli perduti? O chiedersi se non stia arrivando il momento , qualora le cose continuino ad andare in questo modo, a cominciare a cambiare qualche formula e qualche leader?

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ago  08
6
alle 05:48
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Emanuele il 01/1/70

Le paure di chi, come me, non vede luce nella inesistente collegialità di questa opposizione, ...


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Un Commento to “Purchè non siano cent’anni”

  1. Emanuele dice:

    Le paure di chi, come me, non vede luce nella inesistente collegialità di questa opposizione, sfociano sicuramente nel pensiero finale del Dr.Pinzauti: non sarebbe ora di cambiare qualche leader?. Io non sono dedito a quelli che il Dr. Ajroldi definisce, con classe, ragionamenti di pancia, ma preferirei evitare che il Paese si sorbisse 2 o 3 governi Berlusconi consecutivi… ecco perchè sottolineo l’importanza dell’unità nelle correnti politiche ora all’opposizione; e tutti sappiamo che questa unità non c’è, visto che a Piazza Navona Veltroni non c’era (GRAVISSIMO) e Rutelli lasciamo perdere. Se bisogna ricominciare a trovare il consenso dalle piazze…. ANDIAMOCI!!!!!!
    Ha ragione, e non poco, il Dr. Pinzauti nel cercare un ippogrifo che volontariamente vada sulla Luna a ricercare cervelli perduti,perchè purtroppo lo sgangherato esercito della sinistra ha bisogno di una linea guida e,con la massima urgenza, di un LEADER che sappia comportarsi come tale.

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