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Riflessioni sul Grande Esodo

Davanti a me, il mare. Dietro di me, la costa, i facili approdi. Fuor di metafora, a bocce quasi ferme, mi convinco sempre di più che i fatti accaduti o in accadimento sono la premessa indispensabile per una rinascita della società italiana da troppi anni affogata in un consumismo incosciente e ed in una crisi etica reversibilissima. Dunque il PD e la sua scelta di andare da solo. Paginate di lodi e onori e,oggi, quasi altrettante di critiche. Eppure. Se, come me, avete seguito il succedersi dei congressi “termali” ( quasi che il passare le acque avesse un effetto di purificazione) avrete notato alcune cose: i comunisti italiani hanno rieletto Diliberto. Con questa scelta si sono definiti un grumo residuale della storia incapace di muoversi. Verrà riassorbito, con il tempo, come una flebite dovuta ad un blocchetto di colesterolo. Quasi peggio i Verdi che non hanno saputo “leggere” la loro scomparsa dal Parlamento. Eleggendo Grazia Francescato si sono definiti come una prosecuzione, in peggio, di tutti gli errori di Pecoraro Scanio, di un partito che non si è dedicato alle indispensabili soluzioni ma si è barcamenato tra negatività, ostruzionismo e affarucci di periferia.
Rifondazione vive il travaglio del “chi sono io”? Partito comunista di lotta ( duri e puri) o un partito di sinistra che attraverso il governo cerca il cambiamento? Un dilemma non da poco e RC, priva del Grande Affabulatore Rosso, si divide a metà. Non mi interessa chi prevarrà, se Vendola o Ferrero, mi interessa il processo di scissione che avverà dopo l’elezione del segretario. Perchè se nascerà un nuovo partitino allora si sarà ripetuta quella che viene definita la malattia infantile del comunismo : la scissione.
Se invece la divisione dovesse portare all’innesto nel PD di energie rinnovatrici, allora forse cesseranno le manovre di baffino e i piagnistei e i ricattucci di chi ha attraversato, mangiando pane e cicoria ( si fa per dire) le battaglie radicali e il bacio dell’anello papale. E Berlusconi ? Non è solo il gestore della transizione, è il virus inoculato nel tessuto italiano per creare davvero gli anticorpi ad un paese distratto,sconfitto dal troppo benessere e ormai dedito all’ozio della coscienza. Almeno io spero che sia così.

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lug  08
27
alle 10:46
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Emanuele il 01/1/70

I MOTIVI DEL CROLLO
Gentile Dott. Ajroldi,
nella sua Cortese risposta mi incuriosisce il menzion...


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4 Commenti to “Riflessioni sul Grande Esodo”

  1. Emanuele dice:

    Questa volta Dott. Ajroldi, non la capisco.
    Con tutti i problemi e i danni irreparabili che l’arroganza del PD del miglior “stendi tappeti rossi a Berlusconi” ( Veltroni) ha creato,Lei mi critica rifondazione? Chi si trova in parlamento a non fare nulla di utile, Veltroni o Bertinotti? Purtroppo ha prevalso Ferrero, ma l’utilità di entrare nel PD è inesistente, anzi è peggio che rivotare Berlusconi perchè la vera sinistra Veltroni nemmeno se la ricorda… Da quando Veltroni ha tirato fuori la storia del voto utile ( utile solo a berlusconi…) la vera sinistra è scomparsa per paura di Silvio: NON E’ CON LA METODICA DEL TERRORE CHE SI MIGLIORA!!!!!!!! Oggi Rutelli e Veltroni passano il tempo a tirare la giacca a Casini…. e questo vuol dire essere di sinistra? come diceva TOTO’…” MA MI FACCIA IL PIACERE….”
    Per quanto concerne il ” pane e cicoria” fu Rutelli a tirar fuori questa espressione parlando di se stesso…..ce ne vuole di coraggio per sostenere tanta incoerenza…..
    Mi dispiace tantissimo Dott. Ajroldi, La stimo troppo da tanti anni ( La ricordo anche per TG2 Pegaso e poi per il lavoro a LA7 ) per non pensare che questo suo post non sia figlio di un colpo di calore.
    Affettuosamente.
    Emanuele

  2. daland dice:

    Concordo in pieno con l’analisi di Luca.

    I gruppuscoli sinistri stanno facendo di tutto, che dico: addirittura di più, di ciò che i tirapiedi di Berlusconi sarcasticamente pronosticavano avvenisse: la loro “auto-polverizzazione”.

    Il PD avrà tutti i difetti, ma – se si esclude l’anschluss di AN da parte di FI – è l’UNICO esempio concreto di un’operazione di convergenza politica e programmatica che sia avvenuto nel dopoguerra.

    Il miglior complimento glie lo ha fatto Bertinotti, quando ha detto: “Il PD non ha la struttura di un partito di opposizione”! Proprio così, esattamente come il labor britannico, la SPD, i socialisti di Zapatero.

  3. Anonimo dice:

    Se in un congresso vince la linea che vuole la costruzione di una “società comunista” ( dopo stalin, le purghe, l’ungheria, la cecoloslovacchia,la polonia,gorbaciov e il muro di berlino)credo che sia inutile commentare e invece il commento, sconsolato, lo ha fatto Bertinotti.
    Se un partito che ha subito una pesante sconfitta, dall’8 al 3 per cento, l’unica sfida che lancia è quella un tornare di corsa al passato e nel passato, allora non c’è speranza. Continuare a credere che sia Veltroni il nemico e non le destre è la dimostrazione di una continua fuga dalla realtà e di una scorretta analisi dei fatti. Ricordo, per correttezza, che l’inventore del voto utile è stato il cav. Berlusconi che temeva i voti per l’UDC e non certo Veltroni.
    La ringrazio per le gentili parole di stima, ma io continuo a guardare avanti e non indietro. Proprio per la stima che mi dimostra dovrebbe avere più fiducia e provare a rivedere certe posizioni.

  4. Emanuele dice:

    I MOTIVI DEL CROLLO
    Gentile Dott. Ajroldi,
    nella sua Cortese risposta mi incuriosisce il menzionare il crollo di rifondazione (dall’8 al 3%)come fosse ovvio. Durante la campagna elettorale è vero che anche VELTRONI ha parlato a lungo del “voto utile” al pro di non veder vincere il cavaliere….
    Forse è vero che ho poca fiducia al momento, ma come posso avere stima in un Veltroni che cerca il dialogo con Silvio ( che non ne necessita tra l’altro..)e mi litiga con Di Pietro che forse a livello legale è più preparato di lui?
    Avere stima nei giornalisti del Suo calibro è il modo migliore per difendere il valore culturale dell’informazione.
    Emanuele

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