Notizie

Specializzata in berlusconismo

Lo constatiamo con tanto stupore, e con un minimo almeno anche di rabbia:nella professione di cui facciamo parte,il giornalismo,sta nascendo una nuova specializzazione:il berlusconismo.Lo diciamo,dopo aver notato-assieme a qualche lettore e perfino a un pugno di colleghi-che il tg1 della Rai ,da un po’di tempo a questa parte,affida sempre o quasi sempre i servizi riguardanti le mosse,i progetti,le riflessioni del presidente del consiglio alla stessa giorrnalista.Si chiama Susanna Petruni.E’un’attraente ragazza bionda,molto disinvolta ma anche più rispettosa,brava,bravissima nel parlare ma attenta a dire la mezza virgola in più o in meno che possa disturbare quella che,per scelta del suo direttore(Gianni Riotta)o per scelta sua personale è diventata la materia prima del suo lavoro,cioè l’attività del Presidente del Consiglio.Avviene perchè qualcuno,il Riotta,la Petruni o una persona della Rai al di sopra di loro sta tentando un’operazione di captatio benevolentiae nei confronti di Berlusconi,anche per ripagarlo dei dispiaceri datigli da un’altra giornalista della Rai,Elena Venditti,del Tg3,che ,con una domanda impertinente,fece perdere le staffe al presidente del consiglio nientedimeno che durante una conferenza stampa con Sarkozy?Può darsi.Ma può anche darsi,con i tempi che corrono,che Berlusconi abbia chiesto e ottenuto.Certo la nuova specializzazione giornalistica introdotta alla Rai,appunto il berlusconismo, rende bene,benissimo al premier.Nell’intervista concessa al Tg1,naturalmente a Susanna Petruni,in occasione dei primi cento giorni del suo governo,il presidente del consiglio ha tracciato un dettagliato bilancio in cui non c’è una parola delle leggi ad personam.E naturalmente l’intervistatrice si è guardata bene dal fargli notare la non trascurabile omissione.

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ago  08
8
alle 05:00
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di domenico il 01/1/70

La Regione Sicilia svende la Valle dei Templi Energia. Messina (IdV): La Regione Sicilia svende ...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


3 Commenti to “Specializzata in berlusconismo”

  1. Vince Cerretani dice:

    Leggi ad personam una frase fatta strafatta e ormai puzzolente. La magistratura ha cercato di frodare pèarlamento e democrazia, Berlusconi si e’ comportato con assoluta dignita’ e trasparenza impedendo alla magistratura di usurpare ilpotere che spetta al popolo sovrano Finiamola con questa maniera cretina ed idiota di fare opposizione. Trovate qualche altra cosa seria contro Berlusconi oggi responsabile del governo dell’ Italia e quindi parliamo di quello che fa o non fa o fa male.

  2. Anonimo dice:

    Perchè, quello che ha fatto in passato, non conta ? Se la magistratura accusa me, fa il suo mestiere, se accusa Berlusconi froda il Parlamento ? Questa non è una maniera per fare opposizione sig. Cerretani, è solo una questione di legalità. Sto forse usando un termine che le è sconosciuto ? Cittadini uguali davanti alla legge è una espressione ignota al suo vocabolario ? Faccia il piacere di dire meno sciocchezze e banalità e provi a fare commenti, non dico intelligenti, ma almeno normali. Altrimenti non perderò neanche tempo a risponderle.

  3. domenico dice:

    La Regione Sicilia svende la Valle dei Templi
    Energia. Messina (IdV): La Regione Sicilia svende la Valle dei Templi

    La vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle è l’ennesima storiaccia all’italiana, in cui la politica langue, gli interessi la fanno da padroni e ai cittadini non resta che piegare la testa e subire i danni.

    In sintesi: Enel vuole a tutti i costi costruire un rigassificatore in Italia per rimediare all’errore di un contratto stipulato con la Nigeria che prevede l’acquisto di metano liquefatto, da pagare anche se non ritirato. Dopo il “no” di Montalto di Castro e Monfalcone, prova a Porto Empedocle, a ridosso della casa natale di Luigi Pirandello e della Valle dei Templi. Il ministro Prestigiacomo è d’accordo e grida addirittura allo scandalo bacchettando la Regione Sicilia per il ritardo nella concessione delle autorizzazioni. In un batter d’occhio, la conferenza dei servizi della Regione dà il via libera definitivo e presto arriverà anche il decreto conclusivo dell’assessore all’industria Pippo Gianni. Fine della storia. Tutti contenti?

    Contenti i ministri Scajola e Prestigiacomo, presi forse dall’ambizione di mettere la loro firma su un’opera che rimarrà nei saecula saeculorum, un mostro di cemento e ferro che cambierà per sempre i connotati del territorio non solo dal punto di vista paesaggistico ma anche da quello socio-economico, e sicuramente non in meglio. Ma i ministri, si sa, pensano al bene dell’Italia intera e, in nome di questo principio, possono chiedere il sacrificio di una piccola comunità. Il problema però è che questa decisione non incide solo sulla salute, sull’economia e sulla sicurezza di una comunità ma su un’area archeologica patrimonio dell’umanità, iscritta nel World Heritage Found dell’Unesco dal 1997. Sorge il dubbio perciò che si voglia cavalcare l’urgenza della questione energetica, scattata come ogni anno per gli accordi di fornitura di gas dalla Russia, per chiudere in fretta e furia una partita che nasconde troppi interessi.

    Questo impianto non risolverà la questione energetica italiana. Perché, dunque, accelerare i tempi della sua costruzione quando sono ancora troppe le ombre che vi gravitano attorno? Tanto per ricordarne qualcuna possiamo citare i conflitti di interesse dei funzionari che, da subito, hanno approvato il progetto, tra cui il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, dipendente Enel ed interessato alle compensazioni ambientali; il diniego alle consultazioni popolari chiesto da numerosi cittadini di Porto Empedocle, in evidente violazione della direttiva Seveso dell’Unione Europea sul coinvolgimento nelle decisioni delle popolazioni interessate da impianti industriali ad alto rischio; il giallo, al vaglio della procura di Agrigento, sulle prime autorizzazioni della Regione al progetto concesse ad una società, la Nuova Energie srl (poi acquisita dall’Enel), che non aveva né esperienza sui rigassificatori, né soldi per realizzare l’impianto; merita un cenno poi il giudizio favorevole di compatibilità ambientale emesso dallo stesso ministro Prestigiacomo, di concerto con il ministro Bondi, che presenta delle incongruenze, su cui ho chiesto spiegazione in un’interrogazione parlamentare e attendo ancora una risposta.

    La Prestigiacomo ci delude due volte, come ministro dell’Ambiente e come siciliana e speriamo che non si sia venduta alla causa di questo governo nordista che ha deciso di fare del Sud, e della Sicilia in particolare, una terra coloniale da sfruttare al bisogno, come conferma ancora una volta questo impianto che farà scempio delle risorse storico-artistiche e ambientali del sud solo per rifornire di gas il centro-nord del Paese.

    Chi ci delude ancor di più però è la Regione e l’assessore Pippo Gianni, che invece di fare l’interesse dei siciliani afferma di essere contento per aver soddisfatto in tempi rapidi le richieste delle aziende e ha svenduto la Valle dei Templi per soli 50 milioni di euro, ossia l’introito in tasse ed imposte che la Regione stima di incassare dalla società proprietaria dell’impianto una volta che sarà trasferita la sede legale da Roma alla Sicilia.

    Non ci convincono poi la Confindustria agrigentina e i sindacati che parlano di un’occasione di crescita economica per il territorio. Forse sperano di potersi giocare la partita di spartizione dei 600 milioni di investimento previsti per la costruzione dell’impianto e dei 600 posti di lavoro che l’impianto richiederebbe a regime. Le cifre però non convincono e vorrei a tal proposito ricordare la storia del rigassificatore Enel di Panigaglia che fu presentato come una grande opportunità di lavoro per 600 addetti, più altrettanti posti di lavoro legati all’indotto e che oggi occupa in tutto, tra dipendenti e indotto, solo 150 persone.

    Ci vuole invece correttezza nei confronti dei cittadini informandoli in maniera chiara anche sui costi che l’impianto avrà in termini di perdita di posti di lavoro per tante persone che lavorano nel settore del turismo e per le tante attività legate all’economia marina.

    Io, insieme all’Italia dei Valori di Agrigento e a tante associazioni di cittadini, continuerò ad oppormi fermamente a questo progetto frutto di una politica debole e poco lungimirante. Sono sicuro che qualcuno proverà a screditare ed etichettare questo movimento di protesta dal basso come “NIMBY” ma i cittadini capiranno da quale parte sta la ragione perché sanno che l’Italia dei Valori dice solo “no” intelligenti e “sì” sensati.

Lascia un Commento