Stato confessionale ?
Ha tutto o quasi. E in quel quasi, sempre più minuscolo, fa la parte del leone l’impossibilità , per lui, di fare la comunione.Visite e prosternazioni in Vaticano e dintorni sue, di Letta, di Schifani e famiglia sono servite a poco, anzi niente. Come divorziato Berlusconi non può ricevere la comunione. Lui però non si scoraggia. E non perde l’occasione per tentare di dimostrare a fedeli e infedeli che a lui non può essere negato alcun diritto, compreso quello di fare la comunione. Parla chiaro, a tale proposito, lo strano caso dei 120 milioni di aiuti statali agli istituti paritari (leggi scuole cattoliche) prima tagliati dal governo del Cavaliere e poi ripristinati a velocità da primato, appena un’ora dopo le sdegnate proteste dei vescovi sostenute dallo stesso Papa. La notizia è su tutti i giornali ma non con il rilievo e il seguito di commenti che essa meriterebbe: dato che ci costringe a chiederci se, sotto Berlusconi, lo stato italiano oltre che poco democratico non stia diventando anche confessionale. Risponde alla domanda il fatto che il governo non decida contemporaneamente di rinunciare ad almeno parte dei tagli imposti alla scuola pubblica . Resta dunque solo da vedere se questo atto di genuflessione nei confronti del Vaticano basterà o no per far guadagnare per meriti speciali al premier, benché divorziato e sicuramente anche pluripeccatore, il diritto a ricevere l’ostia consacrata.
da mariopinzauti
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