Dibattiti

Una lezione di vita e di giornalismo

In questo brutto mondo, dove, anche per colpa di buona parte dei giornali e dei giornalisti, rischia l’estinzione la fauna della gente per bene, che non si sporca le mani e le coscienze mettendosi in vendita o, nella migliore delle ipotesi vivacchiando di compromessi, lascia un vuoto difficile da colmare la scomparsa di un uomo come Paolo Giuntella, il “quirinalista”del Tg1 morto ieri a 61 anni. Personalmente lo conoscevamo poco. Ma come tanti altri telespettatori lo abbiamo visto crescere umanamente e professionalmente seguendolo centinaia di volte in televisione, siamo stati contagiati dall’emozione che trasmettevano i suoi servizi da luoghi colpiti da catastrofi naturali o da guerre e da quando era diventato “corrispondente”della Rai dal Colle più alto, il Quirinale, abbiamo ammirato l’obiettività e la completezza delle sue cronache politiche e il suo impegno per diffondere, tra i cittadini, conoscenza e fiducia nelle istituzioni repubblicane. Questo impegno, per Giuntella era diventato non solo il punto d’arrivo di una carriera ma la sua più importante ragione di esistenza. Lo hanno dimostrato ogni giorno, per molti anni, la cura messa nei suoi servizi, l’asciutta ma completa descrizione dei grandi avvenimenti di cui era chiamato ad essere il cronista. E lo ha confermato il fatto che tale impegno non è diminuito neppure quando una malattia inguaribile ha preso a consumare Paolo Giuntella. E’avvenuto il contrario. Noi, come tutti i telespettatori, abbiamo assistito allo straordinario, sconvolgente spettacolo di un uomo che, si può dire, moriva in piedi. Il suo ultimo servizio dal Quirinale è di pochi giorni fa. Il suo volto, il suo corpo erano ormai consumati dalla malattia.Parlava con un filo di voce. Si stava spegnendo si può dire davanti a noi e a milioni di telespettatori. Ma come al solito la sua cronaca era precisa, completa,esemplare. Era la sua ultima lezione di vita oltrechè di giornalismo.

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mag  08
23
alle 09:10
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Sono stato colpito dalla notizia della scomparsa di Giuntella: avevo visto da pochissimo il suoi ...


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Un Commento to “Una lezione di vita e di giornalismo”

  1. daland dice:

    Sono stato colpito dalla notizia della scomparsa di Giuntella: avevo visto da pochissimo il suoi ultimi servizi dal Quirinale e francamente non sapevo della malattia che lo ha stroncato.

    Professionalità ed equilibrio ne facevano una figura di riferimento fra i cronisti della TV pubblica.

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