Archivi per settembre, 2009
Il presidente sempre presente: Berlusconi
“C’è un presidente/ sempre presente,/ che ci accompagnerà!”. “Siamo qui per te,/ cuore e anima,/ un’unica voce:/ Silvio grande grande è!”. Musica del maestro Pino di Pietro, testo di Loriana Lana, paroliera preferita di Silvio. Le immagini del videoclip sono conseguenti: un orgia di Silvio in tutte le salse, con ogni copricapo, in ogni situazione. Insomma, il Grande Timoniere.
Che io ricordi nessun leader politico, in Italia dal 1950 in poi, ha mai avuto la “soddisfazione” di sentir cantare le sue lodi con questo profluvio di parole. Va bene, scherziamoci sopra. Ridacchiamo per la musica e per le parole ma poi fermiamoci un attimo e facciamo una riflessione su noi stessi. Su un paese che sta cominciando a tralasciare i processi democratici per tornare ad inseguire i miti, i simboli di un potere trascendente. Insomma, tra Mao e Stalin. Continua a leggere… »
da luca ajroldi
Li vuol prendere per fame
Non scommetteremmo un soldo bucato sulla probabile, prossima fine della Rai come conseguenza di una prossima probabile abolizione del canone di abbonamento reclamata dagli house organs della famiglia Berlusconi, cioè “Il Giornale” e “Libero”. E’significativo, fa riflettere che, in attesa che si apra, l’8 ottobre, il processo contro “Anno zero” e probabilmente alcune rubriche di Rai3, i grandi capi del centro destra, da Berlusconi in giù, sono, in materia di canone piuttosto prudenti. Questo, secondo noi, non certo perché Berlusconi e c. si preoccupino della sorte degli oltre 10 mila dipendenti della Rai e della difesa del pluralismo dell’informazione. Sembra chiaro infatti che essi tengano conto solo dei loro interessi, in particolare di quelli del loro capo .Con la fine della Rai l’impero mediatico del Cavaliere si ridurrebbe di spazi e certamente anche di sudditi, dato che è probabile, anzi sicuro che una parte dell’attuale audience del servizio pubblico eviterebbe di passare in blocco a Mediaset e preferirebbe sintonizzarsi su altri canali privati, anzitutto quelli odiatissimi, e pericolosissimi, di Sky. Inoltre, in assenza di un servizio televisivo finanziato dal canone non ci sarebbe più ragioni per evitare d’imporre a Mediaset un tetto pubblicitario e quindi si ridurrebbero gli introiti della tv berlusconiana. In definitiva il maggiore interessato a mantenere in vita la Rai -con il canone o altre risorse –è il Cavaliere. Per cui-come ha già osservato Serena Dandini- le minacce dei suoi sicari e l’inaudito oltre che inedito intervento censorio del governo sono da considerare essenzialmente come un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei giornalisti, programmisti e autori Rai che non hanno ancora alzato bandiera bianca. Ad essi, con chiarezza si fa capire, che non rischiano soltanto posizioni influenti o servizi prestigiosi ma lo stesso posto di lavoro. L’episodio verificatosi ieri a “Uno mattina” dove non solo i conduttori Pierantoni e Petruni hanno invitato Berlusconi ma lo hanno esortato a presentarsi più spesso perchè,hanno detto,”questa è casa sua,signor Presidente” mette in luce quanto purtroppo copiosi e letali siano, nel servizio pubblico radiotelevisivo, i frutti di questa vergognosa strategia del ricatto.
da mariopinzauti
Lo scudo fiscale e altre storie
Il Presidente Napolitano ha sentito la necessità di emettere un comunicato in difesa dell’opposizione che, mai come stavolta, si è comportata al meglio dopo l’attentato di Kabul in cui sono morti i sei militari italiani. Lo ha fatto dopo la “sparata” di un Berlusconi che, rosso come un tacchino, e con il dito puntato gridava “vergogna”. Alla lettura del comunicato Berlusconi si è risentito e ha detto: “ma quello non me ne fa passare una. Io stavo facendo un comizio! “. Ovvero, secondo le logiche berlusconiane durante un comizio tutto è permesso, dall’alterare la realtà a dire bugie, infangare gli avversari, minacciarli, intimidirli, insultarli. Tanto è un comizio. Tanto poi c’è il fido Cicchitto o l’inutile Capezzone che smentisce e ridimensiona.
Ma quella metà di italiani che lo ha votato accetta anche questo ? Lo condivide ? Lo apprezza ? Io sono allibito.
Tremonti gongola e con lui centinaia di evasori fiscali, riciclatori, mafiosi, corruttori e quanti altri siano figli dell’illegalità. Il fisco ci fa sapere che sono stimati in circa 300 miliardi di euro i capitali che sarebbero interessati a rientrare in Italia pagando la misera tangente del 5 % a fronte del 42/43/48 per cento dovute al fisco e illegalmente sottratte al paese. Contemporaneamente la Guardia di Finanza, animata da iper attivismo, scopre evasori totali e parziali a raffica. Persone che, guarda caso, fino a ieri erano sconosciute al fisco. Insomma il messaggio che questo governo lancia al paese è chiarissimo : ” rubate, evadete, truffate, commettete reati tanto un condono tombale vi salverà”.
A proposito, mi piacerebbe sapere se anche il Cavaliere e i suoi famigli useranno dello scudo fiscale, della sanatoria sul falso in bilancio e quanto altro previsto da questo indegno provvedimento.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di antonio di matteo il 01/1/70
Autoritarismo mascherato.
Ogni volta che, parlando con qualcuno, sostengo che ci stiamo avviando verso un regime illiberale e antidemocratico in cui la stampa ha i suoi torti, vengo guardato con sorrisi vagamente inebetiti oppure mi si risponde che esagero.
Bene, esagero. Che dire allora di tutte le castronerie e le mezze verità mescolate a bugie palesi che ogni giorno vengono dette da membri del governo o da deputati e senatori della maggioranza ? Cominciamo dallo scudo fiscale. Governo e maggioranza sostengono che molti altri paesi , Stati Uniti in testa, stanno facendo la stessa cosa per far rientrare capitali dall’estero. Vero. ma solo la prima parte. Quello che il Governo e la maggioranza “dimentica” di dire è che gli altri paesi non fanno regali, non danno l’immunità, non fanno sconti clamorosi. Gli Stati Uniti, ad esempio, dicono: “se vuoi riportare i tuoi capitali nascosti all’estero pagherai le tasse evase fino ad ora e io non ti farò pagare altre ammende. Se non vorrai riportarli sappi che ti perseguirò in ogni modo e se riuscirò a prenderti ti sequestro tutto e ti mando in galera”. Anche voi siete convinti che è la stessa cosa che stiamo facendo in italia ?
Continua a leggere… »
da luca ajroldi
I farabutti battono i servi
Sarà stata un’eccezione che chissà quando ( e se) si ripeterà..Ma intanto è da mettere gioiosamente all’incasso e tanto più con i tempi che corrono. .A cinque giorni dal suo settantatreesimo compleanno , giovedi sera, Berlusconi è stato battuto proprio sul campo dove come protagonista è nato, è cresciuto e si considera oggi come il più potente. Cioè la televisione.”Anno zero”, che , scatenando il fido Masi, direttore generale della Rai, egli ha tentato in mille modi di bloccare sul traguardo di partenza, non solo è andato in onda portandosi al seguito le sue penne e pennarelli più micidiali, quelli di Travaglio e di Vauro, ma è stato un trionfo. E un trionfo tale da oscurare e umiliare quella che è stata l’ultima superprova televisiva di Silvio: il “Porta a porta” del 15 settembre in cui,nonostante l’eliminazione o lo spostamento di altri programmi che potevano fare ombra, le auto sviolinate in diretta di Berlusconi hanno ottenuto poco più del 13 per cento dello share. Un vero e proprio flop. Di cui il successo di “Anno zero”-cinque milioni e mezzo di telespettatori, uno share di poco meno del ventitre per cento, quasi dieci punti più del risultato ottenuto da colui che si ritiene il padrone di tutto e di tutti-ha messo clamorosamente in luce il significato.Almeno per una volta farabutti hanno vinto sui servi. E proprio sul terreno-la tv- dove i servi e il loro padrone ritenevano,fino a ieri di essere invincibili. E’,politicamente,una grande,enorme notizia..L’ha capito per primo Berlusconi che, schiumante di rabbia, ha scatenato una controffensiva che, in un altro paese, farebbe gridare di orrore e indignazione tutta l’opinione pubblica. Parliamo della convocazione dei vertici della Rai da parte del ministro Scajola nominato,sul campo,grande vendicatore e delle vergognose dichiarazioni del presidente del Senato Schifani, purtroppo seconda carica dello stato:fatti l’uno e l’altro che mettono a nudo lo stato di gravissimo pericolo di cui soffre,in Italia,la libertà d’informazione e con essa la democrazia.
da mariopinzauti
Ministri e ministre senza particolari meriti
Claudio Fiocchi è un medico ricercatore nato a Roma, laureato in Brasile e residente da molti anni negli Stati Uniti. Per conto del ministero italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avrebbe dovuto dare il suo giudizio su un paio di progetti scientifici. E sulla base di questo giudizio il Miur avrebbe poi deciso se finanziarli o no. Ma il professor Fiocchi questo giudizio non se l’è sentita di darlo: pochi giorni dopo aver accettato l’incarico, gli sono piovute addosso insistenti richieste “di una decisione favorevole” e “del più alto voto possibile”. Tentativi di raccomandazione, insomma……tanto che alla fine ha deciso di declinare l’incarico, “con disgusto”, “ma anche con molta tristezza”. E di raccontarlo a Repubblica: “Forse quando verrò in Italia molti colleghi non mi saluteranno. Ma molti mi diranno che ho fatto bene”.
Questa la notizia. Poi il blog di Marco Cattaneo sul sito dell’Espresso chiosa la notizia e aggiunge qualche considerazione di grande interesse. E poi arrivano i commenti dei lettori ( una valanga) per lo più ricercatori emigrati, precari, assistenti. E vengono fuori le notizie: a cominciare dal ministro competente, che – per chi non lo ricordasse o non ne fosse venuto a conoscenza – ha pur sempre scelto di fare l’esame di idoneità in una sede dove, notoriamente, i giudici sono di manica larga. O da quell’altro ministro iperefficiente a parole, che si vanta di aver rinunciato al Nobel per l’economia e poi scopri in rete che ha un H-index (l’indice di Hirsch, che misura contemporaneamente quantità e qualità delle pubblicazioni scientifiche) pari a 0.
La cosa che mi rende perplesso è: perchè queste notizie le devo scoprire leggendo i commenti di un blog che chiosa una notizia pubblicata da un quotidiano? Perchè non posso leggerla direttamente sul quotidiano ? Perchè non la posso sentire nella domanda di un collega durante una conferenza stampa dei suddetti ministri iperattivi ?
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70
Le dimissioni, per Bossi, sarebbero un dovere
Continua lo stillicicidio degli attacchi ai militari italiani in Afghanistan. Come ho scritto più e più volte su questo blog il comportamento dei terroristi non è più un mistero da tempo. Basta studiare un po e leggere molto. Non di padania naturalmente. Occorre avere a cuore gli interessi del paese e non quelli di bottega. Date queste premesse a nessun politico degno di questo nome verrebbe mai in testa di dire apertamente, dopo un attentato che ha provocato sei morti, “ritiriamoci”. Sarebbe follia pura. Sarebbe un invito a continuare negli attacchi. Ed ecco che questo sta avvenendo puntualmente
Ancora sotto attacco i militari italiani in Afghanistan. Stamane, in uno scontro a fuoco con i talibani nella provincia di Herat, due parà della Folgore sono rimasti leggermente feriti, uno a una mano e l’altro al collo. Le condizioni di entrambi non sono gravi. L’attacco si è verificato nell’area di Shindand, la stessa dove ieri un altro paracadutista era rimasto ferito durante un analogo scontro a fuoco.
Ad un ministro della Repubblica, reo di un comportamento così imbecille e indegno della carica ricoperta, non resterebbe che dare le dimissioni chiedendo scusa ai familiari delle vittime. Solo in questo modo si potrebbero far cessare gli attacchi dei talebani e delle altre bande di assassini e trafficanti che spadroneggiano in alcune zone ( molte, troppe) dell’Afghanistan.
Ma voi pensate che Bossi avrà mai questo scatto di dignità?
da luca ajroldi
Farabutti versus Servi
Per “l’Anno zero”di stasera, se ci sarà -come sappiamo Berlusconi ha scatenato tutte le sue divisioni corazzate per impedirne la messa in onda – vorremmo suggerire a Michele Santoro un cambio, o meglio un completamento, del titolo già annunciato.”Farabutti”, che richiama la sprezzante definizione dei media italiani uscita qualche giorno fa dalla delicata boccuccia del Presidente del Consiglio, va più che bene. Ma se si vuole, come Santoro anticipa, dare un quadro della disastrata situazione dell’informazione nel nostro paese sarebbe bene, già nel titolo della puntata, contrapporre ai “farabutti”, cioè ai critici dell’impero berlusconiano, i servi, cioè coloro che rappresentano l’esatto contrario dei pochi ma tosti difensori del giornalismo ancora libero. Per cui, caro Michele, sempre che prima della messa in onda non t’arrivino in studio i carabinieri, meglio “Farabutti versus servi”. E subito dopo mettendo in primo piano e in testa alla lista dei servi, a costo d’incorrere nel reato di lesa maestà, lo stesso Direttore Generale della Rai, il quale -come opportunamente ha segnalato Luca Ajroldi nel precedente post- per giustificare un eventuale blocco di “Anno zero” è arrivato a dire, ieri, che non esiste al mondo un servizio pubblico televisivo in cui abbia diritto di cittadinanza ed esistenza un programma come quello di Michele Santoro.! Sarà possibile arrivare a contestare questa plateale bugia nel corso di “Anno zero” di oggi, sempre che -come auspichiamo ma diamo per tutt’altro che certo – la rubrica di Santoro riesca a vedere la luce stasera ? In ogni caso quanto accadrà e anche quanto è già accaduto nelle ultime settimane dice a tutti noi che per la libertà d’informazione ci stiamo battendo, ognuno nel suo campo e a suo modo, che l’attacco senza esitazioni e senza sconti ai servi ,dai più paludati e arroganti, come Masi , Bruno Vespa, anche il killer Feltri, fino ai più squallidi e repellenti portatori d’acqua, come i cronisti del Tg1 che riescono a occuparsi cento volte di Tarantini senza mai nominare Berlusconi, deve apparire, con la massima chiarezza , decisione e immediatezza, nell’agenda delle iniziative per ridare dignità e libertà all’informazione nel nostro paese: cominciando dalla manifestazione che la Federazione della Stampa ha organizzato per il 3 ottobre e che dovrà anzitutto essere, se vorrà evitare di essere un’inutile declamazione di irrealizzabili intenzioni,la sede per dire la verità,tutta la verità…
da mariopinzauti
Le menzogne della Rai
Molti di voi sanno che ho lavorato in Rai per quasi quaranta anni e che l’ho lasciata per andare a dirigere TMC (oggi la 7). In tutti quegli anni, lo potete immaginare, ho vissuto realtà diverse tra loro. Una Rai spudoratamente democristiana che aveva un grande rispetto della professionalità, una Rai riformata ( con la nascita del TG2 di Barbato) ed una breve stagione di libertà, Poi arrivarono Rai tripartite che si guardavano in cagnesco, poi cominciarono ad arrivare a raffica uomini mandati dai partiti, poi l’inizio di uno sfaldamento di una capacità di reggere il timone. Poi arrivarono i professori con l’incarico di de-lottizare l’azienda. Stagione esaltante e brevissima. I partiti non potevano mollare e si vollero dividere anche le spoglie e venne la Moratti con il suo seguito di socialisti rancorosi e vendicativi, con le epurazioni e la moltiplicazione delle nomine e delle spese. Insomma potete capire da soli quante ne ho viste e vissute. Ma ma, dico mai mi era capitato un DG che avesse il coraggio di dire :
Ma nella mia carriera che mi ha portato a girare molti paesi del mondo non ho mai visto programmi anti-politici. Non ho mai visto all’estero reti di servizio pubblico che facciano programmi apoditticamente contro”.
Tutte le tv, e credo di aver girato e raccontato la tv degli altri molto più di quanto Masi si sogni mai di fare, tutti i tg o i programmi giornalistici che facciano onestamente il loro mestiere sono a caccia delle falle del sistema, degli errori ed omissioni dei politici, delle promesse non mantenute, delle bugie, dei ritardi, delle truffe e delle malversazioni che lo stato, il governo, l’ente pubblico fa contro il cittadino. In qualunque parte del mondo. E per un brevissimo periodo persino in Russia. Poi arrivò Putin. E allora basta con queste menzogne a ripetizione e con questo imbambolato silenzio di chi ha il dovere di informare i cittadini e non è ipotizzabile che siano le voci sottili sottili di qualche blog o di qualge giornale, le uniche a non tacere.
da luca ajroldi
Libertà di stampa
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70






