Archivi per ilottobre 15th, 2009

libertà d'informazione

Fine di una guerra assurda?

E’finita l’assurda guerra di pesanti polemiche sviluppatasi nei giorni scorsi tra il fondatore di “La Repubblica”, Eugenio Scalfari, e il direttore del “Corriere della sera”, Ferruccio De Bortoli? Il primo dei due ieri ha scritto che è opportuno por termine al palleggio di reciproche critiche per evitare il rischio che esso diventi stucchevole per i lettori dei due giornali. Questo rischio in effetti non solo esisteva ma si stava già concretizzando. E quel che peggio si stava concretizzando un rischio ancora più grave: quello di dare più fiato e arroganza alle forze nemiche della libertà d’informazione. Il servizio allestito sul suo Tg1 dal repellente (deontologicamente) Minzolini, con un dibattito sulla cosiddetta guerra dei giornali, da cui era escluso uno dei maggiori contendenti, Scalfari, ha confessato, di fronte a parecchi milioni d’italiani, quali attese e speranze il caso aveva creato tra Berlusconi e i suoi. Dunque bene ha fatto Scalfari a dichiarare chiuso il palleggio delle potenzialmente micidiali polemiche. E speriamo che De Bortoli si dichiari d’accordo. ”La Repubblica” e “Il Corriere della sera”, complessivamente oltre un milione e mezzo di copie vendute e diversi milioni di lettori, sono tutti e due indispensabili per la tutela della libertà d’informazione.”La Repubblica” è un giornale in trincea che non si limita a fornire un quadro veritiero sul degrado della democrazia nel nostro paese ma denuncia e attacca le forze e gli uomini che di questo degrado sono i responsabili.”Il Corriere “ è più prudente,talvolta troppo-perché del problema italiano fanno parte eccessi personali e politici che la stampa libera avrebbe il dovere d’illustrare e anche di commentare-ma non nega alla massa dei suoi lettori un panorama informativo complessivamente obiettivo e ,quel che più conta,non privato delle notizie che il potere vorrebbe oscurare o minimizzare perchè servono almeno al lettore più attento a capire quale sia la realtà del paese. I due giornali, dunque, possono, debbono coesistere, non necessariamente collaborare ma rispettarsi: per tutelare, ognuno a suo modo, quello che resta della libertà d’informazione in Italia

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ott  09
15
alle 10:57
da mariopinzauti

Economia

La crisi in Italia: persi 500 mila posti di lavoro

Per molti dei lettori abituali di questo blog non sarà certo una novità ma per altri forse potrà essere uno spunto di riflessione. Le vera crisi italiana, quella che non si ha il coraggio di affrontare, nasce nel 2001. Nasce quando il governo Berlusconi permise il passaggio dalla lira all’euro senza permettere ai cittadini di capire e confrontare e consentendo invece a bottegai, commercianti, ristoratori e tante altre categorie di mettere in pratica quel famoso cambio alla pari lira euro che oggi è la nostra vera rovina. Quel cambio fittizio che ieri ha arricchito molte categorie e oggi ha impoverito il paese portandolo sull’orlo del disastro. Nel 2001 infatti gli stipendi del reddito fisso furono la semplice trasposizione delle lire in euro con qualche arrotondamento tanto che oggi uno stipendio tocca a malapena i 1100 euro. Dall’altra parte l’allegra brigata dei furbi e dei profittatori tradusse il costo dalla lira all’euro. Ricordate ? 2.500 lire ? 2 euro e cinquanta. Il risultato di questa operazione è sotto gli occhi di tutti. Certo, la crisi finanziaria globale, le banche d’affari, i bond spazzatura avranno avuto il loro peso ma in Italia il loro effetto è stato minimo. Da noi, molto semplicemente, sono arrivati al pettine i nodi di una operazione che pagò a dismisura un ceto elettorale a scapito di tutti i cittadini. Fu un’operazione miope e bieca che oggi paghiamo tutti e che, purtroppo, ha poche vie d’uscita. Chiunque dovesse venire al governo dopo Berlusconi.

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ott  09
15
alle 01:45
da luca ajroldi