Archivi per ilottobre 18th, 2009
Due osservazioni e un’ipotesi sulle minacce a Berlusconi
Ci uniamo senza riserve ed esitazioni alle dichiarazioni di solidarietà da ogni dove fatte a pervenire a Berlusconi, Fini e Bossi dopo che, con una lettera al “Riformista”, un gruppo che si firma “Brigate rivoluzionarie per il comunismo” li ha minacciati di morte. Per cercare di capire meglio- assieme a chi ci legge- le reali dimensioni di questo caso e anche, quel che più conta, i suoi possibili sviluppi vorremmo fare un paio di osservazioni e un’ ipotesi. Prima osservazioni: la lettera minatoria arriva poco più di un giorno dopo che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispondendo all’interrogazione di un deputato del pd, aveva dichiarato che effettivamente esisteva il rischio di un attentato ai danni del premier. Seconda osservazione: la lettera con cui si annuncia il possibile attacco omicida contro Berlusconi(e anche contro Fini e Bossi) è stata inviata-chissà perché- a un giornale che stampa e vende poche migliaia di copie, ha un pubblico molto, moltissimo inferiore a quello delle grandi testate sia stampate che televisive e ha, inoltre, un’identità politica piuttosto incerta. Passiamo ora all’ipotesi: l’interpellanza del deputato del pd, la dichiarazione del ministro, infine la lettera delle sedicenti”Brigate rivoluzionarie per il comunismo” vengono fuori mentre l’Italia è teatro di una serie senza precedenti di atti di violenza e d’intimidazione contro gay e immigrati, clandestini e no. E’ facile ma non scontato, anzi inevitabile constatare che questo clima d’inciviltà è nato con il goverrno Berlusconi e si è accresciuto,via via aggravandosi, con alcuni atti tra i più significativi della politica di questo governo e della sua maggioranza, quali l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, le ronde, infine, pochi giorni fa, il rifiuto di appesantire le pene contro chi si rende responsabile di violenze contro i gay. Questa incredibile situazione che suscita critiche contro l’Italia da parte dell’Onu e dell’Unione Europea è condannata da quanto resta, nel nostro paese, della società civile, espressasi tra l’altro con la manifestazione dei 200 mila ieri a Roma. Ma, in teoria almeno, non potrebbe generare in qualcuno direttamente straziato sulla propria pelle o quella dei propri cari l’assurda ma non del tutto incomprensibile tentazione a reagire colpendo fisicamente, o solo minacciandolo, colui che politicamente è, anche se involontariamente,il regista di tanti orrori? Ci pensi il ministro Calderoli che subito ha immaginato esecutori o mandanti di sinistra. E pensiamoci tutti
da mariopinzauti





