Archivi per ilnovembre 11th, 2009
Rutelli e l’Alleanza
Credo, anzi ne sono sicuro, che l’uscita di Rutelli dal PD debba essere analizzata in modo più approfondito e meno giornalistico. Alleanza per l’Italia, il suo nuovo partito, si porta dentro alcuni “pezzi pregiati” del PD come Linda Lanzillotta su tutti. Per quanto io personalmente sia propenso a pensare tutto il male possibile di “cicciobello”, per le sue giravolte, per i suoi cambi di rotta, per le sue conversioni sulla via di Damasco, per la sua straordinaria capacità di apparire e la totale assenza di essere, temo però che questa volta l’animale politico abbia fiutato l’odore di muffa e di stantio che emana dal nuovo Partito Democratico di PierLuigi Bersani. Le primarie, dice la Lanzillotta e io condivido appieno, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità , più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d’approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità – aggiunge – ha bisogno che qualcuno rappresenti l’altro pezzo della cultura riformista. Ebbene, questo è il punto: Stato liberale, cultura riformista. La paura di scegliere strade ancora non praticate, la mancanza di coraggio verso il modello indicato da Veltroni, hanno fatto si che ci rivolgesse al rassicurante Bersani che rappresenta il “noto” , il vecchio modo di fare politica.
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da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
Marrazzo:di nuovo in tv?
Secondo l’avvocato Luca Petrucci, difensore di Piero Marrazzo, il governatore dimissionario del Lazio tornerà in Rai dopo le elezioni amministrative di marzo.
Con quali funzioni ? L’avvocato Petrucci, non disponendo evidentemente di elementi attendibili al riguardo,non lo precisa.Dà però per certo il rientro di Marrazzo in Rai, in quanto, dice, il suo assistito ha ,al riguardo,un diritto acquisito poichè mai si è dimesso e mai è stato licenziato dall’azienda radiotelevisiva pubblica ma ha chiesto e ottenuto,nel momento in cui ha presentato la sua candidatura per la presidenza della regione,un periodo di aspettativa ancora in atto e destinato automaticamente a concludersi quando,con le elezioni di marzo, decadrà definitivamente dalla carica pubblica cui era stato eletto.
E’una situazione che in passato già si e’ proposta più volte(vedi i casi di Badaloni,Santoro e Del Noce)e e che,seppur deplorevole,anzi immorale,,non si vede come possa essere negata proprio a Marrazzo.
A meno che il Marrazzo, per uscire dalla brutta vicenda in cui si è invischiato, volendo salvare almeno un pezzettino di faccia, non decida di rifiutarla.
Ma poiché non si può scommettere sulla vocazione alla catarsi di una persona come l’ex governatore del Lazio,e poiché c’è pur sempre un lunario da sbarcare e una famiglia da mantenere è difficile essere certi che finirà così.Ma se così non dovesse finire e la Rai, onorando una cattiva consuetudine e forse anche obblighi di legge(sui quali personalmente nutriamo tuttavia qualche dubbio) accettasse o subisse di riprendersi Marrazzo speriamo,chiediamo almeno che,pur assicurandogli uno stipendio,lo faccia rientrare da una porticina di servizio,tenendolo lontano dal video già troppo infestato da presenze che,come quelle di Vespa e Minzolini,i servi del padrone,già tanto umiliano il prestigio di quello che una volta era il più autorevole e apprezzato strumento d’informazione del nostro paese.
da mariopinzauti
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di Emanuele il 01/1/70





