Archivi per ilnovembre 24th, 2009
No alla vendita dei beni confiscati
Firmiamo l’appello lanciato da don Ciotti contro la vendita dei beni confiscati alle mafie.
Scrive don Ciotti:”Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi.”
Continua don Ciotti :”Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”
Per firmare www.libera.it
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
Chi ha silurato D’Alema ?
S’infittiscono i proclami d’innocenza a proposito dei fatti e i misfatti che hanno portato al crollo della candidatura di D’Alema alla carica di mr.Pesc. Nessuno di essi è del tutto credibile. Ma uno sembra meno credibile degli altri. E’ quello di Berlusconi. Martin Schulz, presidente degli eurodeputati socialisti ,è stato lapidario. In un’intervista ha ammesso che ci sono state resistenze, e non di poco conto, tra i socialisti europei ma ha aggiunto che tali resistenze, con ogni probabilità, sarebbero state superate se Berlusconi avesse effettivamente sostenuto la candidatura di D’Alema nei suoi contatti con gli altri capi di governo dell’Unione, cosa che, secondo Schulz, il nostro premier non ha assolutamente fatto, arrivando ,al contrario,a esercitare pressioni presso le altre cancellerie dell’Europa comunitaria perché bocciassero la nomina dell’ esponente del PD. Tale ricostruzione dei fatti è respinta con sdegno dal ministro degli esteri Frattini e altri grandi e piccoli della maggioranza. A sentir loro Schulz mente per la gola. Dov’è la verità? Un verdetto definitivo e sicuro sulla questione è rinviato al momento in cui arriveranno -se arriveranno- altre testimonianze. In attesa non possiamo però non ricordare che alla notizia dell’insuccesso di D’Alema ,qualche giorno fa, Berlusconi reagì con parole che, secondo qualche maligno -come noi- puzzavano decisamente di bruciato. Disse infatti che la decisione presa per mr.Pesc era stata”l’unica possibile”, senza dunque esprimere non diciamo critiche ma neppure delusioni e risparmiandosi perfino qualche mezza parola di solidarietà a favore di D’Alema.
da mariopinzauti






