Archivi per ildicembre 3rd, 2009
Rai: dove la notizia non fa notizia
Al No B day di piazza San Giovanni, a Roma, gli organizzatori prevedono una partecipazione di 350 mila persone. Può darsi che gli organizzatori pecchino di ottimismo. Un dato, i settecento pullman prenotati per portare a Roma i partecipanti che non viaggeranno in treno o con la propria macchina, dà tuttavia la certezza che un mare di folla seguirà la manifestazione.La quale , già per questo motivo, costituisce una grande notizia.Che diventa un’enorme notizia se si considera che,per la prima volta in Italia, e forse nel mondo,una manifestazione di tali proporzioni e significato si svolge per iniziativa non di partiti,sindacati o associazioni ma dei blog,una rete d’informazione di base .Siamo dunque di fronte a un avvenimento su cui tutti i giornali e giornalisti degni di questo nome dovrebbero buttarsi con la bava alla bocca,con spreco d’inviati,di titoloni , di interviste,resoconti fiume.In Italia questo promette di avvenire in un numero limitato di casi.In Italia per la gran parte dei media la manifestazione senza precedenti di piazza San Giovanni non fa notizia o se la fa il lettore o radio e te spettatore che sia non deve saperlo.La Rai –leggi direttore generale,il Masi che in un recente passato fu segretario generale della Presidenza del Consiglio-ha rifiutato la diretta chiesta dalla terza rete. L’ha autorizzata solo per Rainews24 che, per motivi tecnici, è visibile solo nel 30 per cento del paese. L’Italia è un paese dove le scuole di giornalismo serie sono una rarità. E mai come in occasioni come questa lo si vede a occhio nudo.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di consigliosuperiore il 01/1/70
Sta nascendo una nuova opposizione ?
Il triste e tristo Capezzone, una volta vivace segretario radicale, oggi non lascia passare giorno senza diramare ripetitivi annunci, mai accompagnati da un accenno di sorriso, sul meraviglioso stato di salute di Berlusconi e della sua armata. Eppure, in quell’armata, e più ancora attorno ad essa, qualcosa scricchiola. I ministri, fino a tempi recenti obbedienti e tremuli di fronte all’ordine del capo di evitare litigi pubblici, oggi, in pubblico-vedi confronti fra Brunetta e Tremonti-arrivano a scannarsi. I “fuori onda”di Fini sono da considerare, secondo Scajola, l’inizio di una rottura col pdl. Ai diktat della Lega, anche i più assurdi e impopolari, nove volte su dieci Berlusconi ora sa solo arrendersi. Dunque, chiaramente, il Cavaliere non è più il padrone assoluto di quello che fu il suo impero, sempre più spesso si trova spinto verso l’angolo. Con un’opposizione politica che stesse finalmente imparando il suo mestiere-dopo troppe sconfitte che sarebbe stato possibile evitare!-tutto questo porterebbe, e forse con una certa rapidità, a uno sgretolamento del regime. Questa opposizione putroppo però non c’è. Ci sarà mai? Con gli uomini e i programmi in campo abbiamo qualche difficoltà a dare una risposta che permetta la speranza. Speranza che invece è possibile di fronte alla richiesta di cambiamento che parte da una consistente fascia di opinione pubblica non organizzata in partiti, associazioni, sindacati. Sabato prossimo, per un’ iniziativa di blog di ogni parte d’Italia (cui abbiamo dato la nostra adesione) diecine di migliaia, forse centinaia di migliaia di persone si riuniranno a Roma , in piazza San Giovanni per dire no ai disastri e agli orrori del berlusconismo. Un appello lanciato da Roberto Saviano contro l’infamia del cosiddetto processo breve è stato già sottoscritto da 450 mila italiani. Ogni giorno, con “La Repubblica”, una puntuale e precisa denuncia dei misfatti del regime entra in 600 mila case del nostro paese. Nella crisi dell’opposizione dei partiti un’opposizione di popolo, spontanea sta dunque nascendo. Se riuscirà a coalizzarsi e a restare in campo Berlusconi e la sua armata potrebbero andare incontro a prove più difficili di quelle provocate dalle prese di distanza di Fini e dalle bizze di Bossi.
da mariopinzauti





