Archivi per ildicembre 8th, 2009

Dibattiti

L’analfabetismo italiano

E’ palese il delitto nei confronti della lingua italiana, o di quella che dovrebbe essere la formazione universitaria: tra i paesi industrializzati, solo Messico e Portogallo stanno peggio di noi. Vale forse la pena ricordare che in Italia soltanto 98 persone su mille acquistano ogni giorno un quotidiano, mentre in Giappone sono 644. Un problema di formazione, o di scarsa informazione? “Siamo di fronte a un’autentica violenza nei confronti della parola”, risponde Giovanni Tesio, critico letterario e docente all’Università del Piemonte Orientale. “Ma non dipende solo dalla scuola: la colpa è anche delle famiglie e dei modelli culturali. La prevalenza dell’immagine porta a una disattenzione verso i testi, e comunque è vero che mancano le basi. Me ne accorgo correggendo tesi di laurea non solo scritte male, quello sarebbe il meno, ma anche piene di strafalcioni.
“Abbiamo vastissima conoscenza orizzontale e istantanea, però non siamo più in grado di approfondire, di scendere nel cuore delle cose”, conclude Tesio. Il sessanta per cento degli italiani non ha mai letto un libro (anche se molti di loro, purtroppo, hanno provato a scriverlo). E non è affatto vero che “val più la pratica della grammatica”. Altrimenti non sarebbe possibile che 45 laureati su cento ignorino qual è (scritto senza l’apostrofo) il passato remoto del verbo cuocere.

di maurizio crosetti

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dic  09
8
alle 06:14
da luca ajroldi

Dibattiti, Sulla graticola

La Lega e Tettamanzi

Siamo cresciuti con un impeativo categorico: parliamone. Tutto doveva essere discusso, esaminato, sminuzzato ben bene alla ricerca di una soluzione. Il dialogo con tutti come strumento di crescita sociale e civile. Poi, di colpo, ci si imbatte in un gruppo di zotici che mal comprendono il linguaggio e le sue regole e dunque usano un altro italiano, distorto. Quello imparato male nelle scuole di cintura e peggio applicato nel quotidiano. Questi nuovi barbari, rozzi e ignoranti, hanno fatto proseliti tra gli eterni insoddisfatti, gli avidi, gli ignoranti, tra i capitan fanfulla, tutte parole e pochi fatti. Con la loro arroganza e le loro smargiassate hanno preso la scena di un palco mediatico che era in attesa di nuovi protagonisti sguaiati e fantasiosi.
Tutti li hanno lasciati fare, qualcuno li ha persino coccolati, la politica tradizionale si è limtata a contarne i voti e a tremare. Anche la Chiesa li ha lasciati prosperare, distratta da altro. Oggi anche lei si trova nel mirino. E con un bersaglio grosso: un cardinale paragonato ad un imama,a un prete mafioso. Oltre alla voce indignata, sarà capace di fare altro?
Ora, chi li ha lasciati crescere e prosperare li teme e non sa come gestirli.
Allora, gente mia, saremo capaci noi di dare aria nuova in casa nostra levando il tanfo fetido della lega o dobbiamo aspettare, come sempre, che arrivi qualche straniero a liberarci dei disastri che abbiamo combinato?

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dic  09
8
alle 11:38
da luca ajroldi