25 aprile di tutti: ma come?
Sono trascorsi 64 anni e sono rimasti in pochi tra coloro che allora sfilarono per le strade sventolando bandiere rosse o tricolori o applaudirono dai marciapiedi o dai balconi…Per quei pochi (noi siamo tra di loro) ogni 25 aprile, questo compreso, è una grande festa, la maggiore di tutte perché ci ricorda che alla fine, sia pure dopo periodi lunghi, talvolta lunghissimi di sofferenze, è sempre la giustizia a trionfare. Per gli altri, i tanti che vennero dopo e giudicano oggi sulla base dei racconti degli anziani o, peggio, del poco appreso dai libri di storia o da qualche fiction radiotelevisiva o letteraria, il significato del 25 aprile si fa ogni anno più sfumato e questo rende possibile qualche successo di forme di revisionismo secondo le quali il 25 aprile non fu la conclusione di una guerra di liberazione ma un confronto d’ideali di pari rispettabilità. Ma quest’anno improvvisamente si cambia anche se non è ben chiaro con quali finalità. Il Presidente del Consiglio, in passato sempre assente dalle celebrazioni del giorno della Liberazione, si precipita a Onna, paese quest’anno reso martire dal terremoto, per ricordare un altro martirio, quello dei 17 cittadini trucidati dai nazisti nel ’44. E non è lasciato solo in questa commemorazione dedicata a uno dei cento e cento paesi d’Italia teatro delle efferatezze nazifasciste. A Onna, per il 25 aprile,ci sono anche i leader del pd e dell’udc. Intanto a Roma il Ministro La Russa, che pure pochi giorni fa rifiutava ogni elogio dei cosiddetti “partigiani rossi” è all’Altare della Patria a celebrare, assieme al Capo dello Stato, l’eroismo dei partigiani di ogni colore. Che succede? Il 2009, con Berlusconi imperante, è l’anno della catarsi, la Resistenza diventa e un momento positivo della storia a beneficio di tutti, ex fascisti e postfascisti compresi? Oppure con il concorso di molti, esclusi coloro che c’erano, si tenta di farne una festa in cui da festeggiare c’ è solo la vacanza dal lavoro o dalla scuola ,da celebrare con attrippate sui prati e nelle osterie senza farsi rovinare il piacere da rievocazioni di eroismi e sacrifici? Il Presidente della Repubblica in questi giorni ha letteralmente bombardato il paese .con continui richiami a quello che fu e continua a essere il 25 aprile. Ci auguriamo che tanti-non solo coloro che allora c’erano-abbiano capito e condiviso le sue parole.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
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aprile 25th, 2009 at 19:54
Ieri come oggi sono sempre valide le parole che il Senatore Vittorio Foa, rivolse ad un suo “collega” parlamentare:
« La differenza tra noi e voi è che abbiamo vinto noi e voi siete senatori. Se aveste vinto voi, io sarei ancora al confino »