A bocca chiusa
L’ultima è la seguente, che mai, a memoria d’uomo, si era sentita in un paese dove vige la democrazia: ai diffusori di notizie negative bisogna chiudere la bocca! Lo ha appena detto (dopo il Consiglio dei Ministri di ieri) Silvio Berlusconi, alludendo, pur senza nominarlo, al governatore della Banca d’Italia, Draghi -colpevole di avere annunciato che il Pil italiano va verso una riduzione di 5 punti- e probabilmente facendo un pensierino non proprio benevolo anche su “La Repubblica”, altri giornali, i leader dell’opposizione, commentatori e osservatori di gran parte del mondo , insomma tutti coloro, e sono tantissimi, che vedono nero, nerissimo nel panorma della nostra economia. L’affermazione non è stata-almeno finora-seguita da particolari sui modi cui ricorrere per passare dalle parole ai fatti, cioè su come chiudere la bocca ai presunti catastrofisti, se cioè ricorrere all’arresto seguito da una reclusione in isolamento nelle celle di Castel S.Angelo, o dei Piombi di Venezia, o se al brutale ma certamente risolutivo colpo alla nuca o se all’esilio in un’isola artificiale allestita in una zona del Pacifico alla fine del mondo. Quando tali particolari saranno resi noti, se saranno resi noti, è chiaro che in sede nazionale o internazionale-cioè di partiti, Parlamento, organizzatori di referendum e, fuori dai patri confini, di Commissione Europea e di Nazioni Unite- non ci si potrà sottrarrre al dovere di dichiarare Berlusconi “unfit”,cioè inadatto, negato, a guidare il governo di un paese democratico; oppure, in alternativa, chiamare il 112, il numero per la richiesta di pronto soccorso che da pochi mesi è valido in tutta l’Unione Europea per sollecitare il rapido ricovero in una clinica per malattie mentali dell’uomo che già qualche mese fa, secondo sua moglie, dimostrava di non star bene e ora dimostra di star peggio, sempre peggio.
da mariopinzauti
Visualizza / Lascia un commento





