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Attendendo Santoro

Michele Santoro è una prima donna, lo è sempre stato. Come tale non ci è piaciuto in passato e nemmeno ci piace oggi. Ci piace, però, e oggi più che in passato, il suo programma ”Anno zero” di cui vedremo stasera la nuova puntata. O meglio consideriamo questo programma una delle più valide forme di resistenza allo straripante autoritarismo di Berlusconi. Quest’ultimo ieri ha detto che “Anno zero” gli regala più voti. Sarà: ma intanto gli porta via molti di quei consensi che egli-uomo che alla tv deve la massima parte del suo potere-gli interessano quanto, se non più, di quelli espressi con il voto. Parliamo dei consensi che compongono lo share, cioè l’attenzione e l’interesse del pubblico per un programma televisivo. Lo share per l’ultimo “Porta a porta” di Berlusconi, quello del 15 settembre, ha ottenuto un misero 13 per cento di share, nonostante che Masi, il direttore generale della Rai ,avesse fatto carte false per spianargli la strada, tra l’altro spostando ad altri giorni i programmi che potevano richiamare l’attenzione del telespettatore. Santoro che, fino all’ultimo,si è trovato davanti a ostacoli e trabocchetti, giovedì della settimana scorsa, criticando bravate e sorprusi del Cavaliere, ha raggranellato il 23 per cento di share, dieci punti in più di quelli che, con tanta fatica e accanimento,il Cavaliere era riuscito a mettere insieme. Se il risultato venisse ripetuto,o addirittura migliorato,o anche solo avvicinato nella puntata di stasera, sarebbe difficile interpetrarlo come qualcosa di diverso da una dichiarazione di rifiuto popolare della pretesa egemonica berlusconiana. Il premier ,personaggio televisivo prima ancora che uomo in carne ossa, lo sa benissimo, avverte con chiarezza che di share si può trionfare ma anche morire. Per questo contro Santoro scatena sicari senza scrupoli e senza anima, quali Scajola e Romani e s’impegna al massimo per intimidire i pochi avversari che ha dentro la Rai avvertendoli che chi tocca il superuomo, cioè lui stesso, rischia tutto, compreso il posto di lavoro. E’la più tremenda, oltre che la più vigliacca, delle minacce.Ma noi vogliamo credere che Santoro non accetterà di piegarsi. E ci aspettiamo che nell’”Anno zero” di stasera la sua faccia da schiaffi confermi che almeno in televisione resiste una forte, suggestiva opposizione al despota che la sorte ci ha inflitto

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ott  09
1
alle 09:41
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Giorgia,non ci siamo capiti.Anch'io dico grazie,mille grazie a Santoro e spero di continuare a di...


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3 Commenti to “Attendendo Santoro”

  1. luca ajroldi dice:

    No caro Mario, la sorte non ci ha inflitto niente. E’ stato il voto del 50,1 per cento degli italiani ad infliggerci questo tormento. Ad autorizzare, nel silenzio della pubblica opinione, dei sindacati, i cambi alle direzioni dei tg, dei giornali radio che stanno manipolando l’informazione, occultando, smorzando le notizie scomode per il governo e per il Premier.

  2. Giorgia dice:

    Gentile Dott. Pinzauti, a lei Santoro non piacerà, forse perchè troppo fazioso, ma le posso dire che se non ci fossero giornalisti come lui, Travaglio e Gabanelli e Saviano probabilmente non saremmo a conoscenza di tante cose. Sono gli unici a fare controinformazione ed ad aprire gli occhi agli italiani. Dobbiamo soltanto dirgli Grazie!
    Complimenti per il blog!

  3. mario pinzauti dice:

    Giorgia,non ci siamo capiti.Anch’io dico grazie,mille grazie a Santoro e spero di continuare a dirglielo dopo stasera.Non lo trovo neppure fazioso.E’solo troppo pieno di se,troppo divo.Ed è questo aspetto,più dell’uomo che del personaggio televisivo,che apprezzo meno.Quanto a quello che dice Luca niente da obiettare salvo che la sorte,secondo me, si esprime e colpisce anche attraverso il diffuso e anche difficilmente spiegabile rimbambimento di tanti nostri connazionali

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