Dibattiti

Bisogna essere in tre

C’è un errore di conto nell’affermazione fatta ieri da Fabrizio Cicchitto, capo del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera, a proposito dell’appello di Napolitano per la ripresa del dialogo tra maggioranza e opposizione: ”sono d’accordo ma perché il dialogo riprenda bisogna essere in due.” Di solito è infatti così ma non nel caso di cui parliamo. In questo caso, come Cicchiitto sa benissumo, due si non bastano, ne occorrono assolutamente tre. E il terzo, quello di Berlusconi, non solo è mancante ma è escluso a priori dallo stesso Presidente del Consiglio: il quale poche diecine di ore fa, durante la conferenza stampa conclusiva dell’Aquila, ha detto che ogni forma di accordo con l’opposizione è da escludere fino a quando quest’ultima non cambia e diventa-questo il premier non l’ha detto ma l’hanno intuito anche i citrulli- pronta a fare e dire tutto quello che aggrada al premier, ad esempio ad approvare, con tanto di standing ovation, il lodo Alfano e altre venture leggi ad personam, a chiudere occhi e bocca di fronte a quanto accade a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa e a dichiarare, di fronte al notaio, che nessun altro capo di governo al mondo è bello, bravo, simpatico, anche alto (sia pure grazie a qualche doppio o triplo tacco) di quello italiano. Dato che questo radicale cambio d’identità del centrosinistra non sembra -meno male- ipotizzabile Cicchitto potrebbe dunque risparmiarsi l’inutile beau geste della sua disponibilità e ancor di più la grottesca accusa che rivolge a Di Pietro presentandolo come il maggiore sabotatore dell’intesa invocata da Napolitano..

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
lug  09
13
alle 07:57
da mariopinzauti


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


Lascia un Commento