Giravolte, Sulla graticola

Bossi, i figli e la nomina di Renzo

In un periodo in cui la situazioni drammatiche ci riempono gli occhi e la bocca, in cui l’informazione è predatore e vittima al tempo stesso, parlare di Renzo Bossi, Renzo Trota come lo chiama il suo fans club, è rilassante. Dunque partiamo dal Capo, da colui che ce l’ha durissimo e irruppe nella politica italiana tuonando: ” La Lega, assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». Di più: «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!». Di più ancora: «Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!» Parole di fuoco che ebbero subito l’approvazione del futuro popolo leghista ma non solo. Poi iniziò il cammino della Lega e il Capo non seppe resistere al richiamo della famiglia, come ci ricorda Gian Antonio Stella

(Bossi)….aveva già piazzato a Bruxelles il fratello Franco e il figlio Riccardo. Assunti come portaborse, il primo a carico di Matteo Salvini e il secondo di Francesco Speroni, evidentemente lieti di spendere «in famiglia» la prebenda di 12.750 euro al mese che ogni deputato riceve per l’attaché. Quali competenze avessero l’uno e l’altro non si sa e non si è mai avuto modo di approfondire: dopo la scoperta della doppia sistemazione parentale, ufficializzata dalla pubblicazione sul sito Internet www2.europarl.eu.int/assistants, le due nomine furono precipitosamente annullate. Meglio perdere un paio di stipendi che esporsi al rischio di mal di pancia dei leghisti di base allevati nel mito dei duri e puri.

Oggi ci risiamo. Renzo, il trota, bocciato tre volte all’esame di maturità, persi tutti i ricorsi viene piazzato ne comitato di presidenza del nuovissimo organismo «Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo » giudicato strategico dalla Lega. Ma quali sono le competenze dello straordinario giovane ?
L’assessore regionale Davide Boni ha spiegato a “Repubblica” che la nomina del ragazzo è solo il primo passo: «Stanno scadendo i vertici e noi ci facciamo avanti perché la Fiera è troppo importante per Milano e l’intera Padania e perché la Lega esprime una classe politica di tutto rispetto». «E Renzo?» «Con lui la squadra non potrebbe essere più incisiva». Si esclude, ovviamente, ogni volontà di leccare i piedi al Capo supremo ed anche ogni sospetto di familismo tanto criticato quando ad esercitarlo era Clemente Mastella.

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feb  09
4
alle 04:11
da luca ajroldi


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