Dibattiti

Casini e i 30 denari

Premessa. Gianfranci Fini:” Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. “Il dibattito sulla bioetica – dice il presidente della Camera – è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
La prima replica viene dall’Udc. E i toni sono terrificanti: “‘Si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel piu’ buio dei totalitarismi neri nel Novecento”.
Io avevo preso PierFerdinando Casini e il suo partito l’UdC come un abile manovratore sul terreno della politica-politicante. Invece mi accorgo che la vendita all’ala più oscurantista e retrograda della Chiesa è già avvenuta. Non perderò e non vi farò perdere tempo nel ripetere le note posizioni su uno Stato laico. Ma devo dedurre che nel risiko del marketing politico, Casini ha deciso di pescare nella destra più conservatrice degli ex DC che ora galleggiano, smarriti, all’interno della PdL. Questo vuol dire aver abbandonato il centro a Berlusconi e Franceschini. Mentre la Lega difende un voto eterogeneo e viscerale, la Sinistra continua a dividersi a farsi l’analisi del sangue per stabilirne il grado di purezza. L’elettorato di centro-sinistra perde frange a sinistra che motivano il loro voto come “segnali di insoddisfazione”. Come se ci fosse ancora bisogno di segnali. Ancora non si è capito che siamo nuovamente sull’orlo di una frattura tra gli insoddisfatti e gli arrabiati e questi ultimi, messi all’angolo, possono reagire fuori dagli schemi. Dimenticavo Di Pietro. Mi dispiace, ma Di Pietro e la sua Italia dei Valori sono residuali in questa partita. Tonino è e resta il simbolo sia di “Mani Pulite” sia di una mancanza totale di progetto politico. La rabbia aggrega, momentaneamente, ma non fa nascere i partiti ne fa crescere i cittadini.

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mag  09
18
alle 05:58
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

I due ex-amiconi bolognesi si preparano da tempo al dopo-Silvio. E ciascuno ha la sua strategi...


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Un Commento to “Casini e i 30 denari”

  1. daland dice:

    I due ex-amiconi bolognesi si preparano da tempo al dopo-Silvio.

    E ciascuno ha la sua strategia: Fini ha in animo di diventare capo di un PdL partito di centro-destra laico, che attiri anche molti laici che oggi stanno di là… Casini spera di papparsi i 2/3 del PdL e di rifare la cara DC interclassista, e clericale quanto basta.

    Potrebbe anche andare buca ad entrambi! A cominciare proprio dal Pierferdi, che rischia grosso già fra un paio di settimane.

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