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Cinque mesi preziosi

Mancano cinque mesi alle elezioni di giugno in cui si voterà per il Parlamento Europeo e un buon numero di amministrazioni locali. Meno male che non ne mancano quattro, o , peggio ancora tre, due, uno, o solo quindici giorni. Oggi come oggi e nel futuro prossimo il vento della sfiducia e della delusione sicuramente ridurrebbe in frantumi un pd svirilizzato, trasformato dalle liti interne e dagli scandali in una corte dei miracoli. Ma fortunatamente non si vota oggi, si vota tra cinque mesi e in cinque mesi molto può cambiare. E’successo anche in tempi più tranquilli. Prima di arrivare al successo del 2001 Berlusconi fu costretto a compiere, come lui stesso ammise,”una traversata del deserto”. Come ha raccontato Bruno Vespa, che certo non può essere sospettato di ostilità nei confronti dell’attuale primo ministro, anche durante la fase iniziale dell’ultimo governo Prodi il Cavaliere ebbe momenti molto difficili.Teoricamente dunque un’inversione di tendenza potrebbe tornare a verificarsi nei prossimi mesi, periodo in cui, come annunciano il governatore della Banca d’Italia,il Fondo Monetario Internazionale,la Banca Centrale Europea arriveranno notevoli sofferenze economiche nelle case di molti italiani senza che il governo possa e forse neppure voglia intervenire seriamente per alleggerirle.Per cui sarà inevitabile,fisiologico,si potrebbe dire che i gradimenti stratosferici di cui Berlusconi attualmente gode o dice di godere(il 72 per cento!) tendano a franare a beneficio dell’opposizione..Sempre ,s’intende,che l’opposizione torni in vita e lo faccia sapere all’opinione pubblica.Cominciando da Roma,mettendo in programma poi Napoli Veltroni ha iniziato un viaggio dentro la base da cui sta ricavando l’impressione che il pd tra gli iscritti non è morto, anzi attende e chiede di essere chiamato alle armi..Sembra un segnale incoraggiante.E di più lo sarà se analoghe impressioni potranno essere ricavate dal seguito del viaggio del segretario in altre parti d’Italia e se altri dirigenti del pd vorranno impegnarsi in analoghe esperienze.Potrà essere l’inizio di una grande mobilitazione popolare da accompagnare,magari,con una più incisiva e visibile presenza in Parlamento e dalla almeno provvisoria rinuncia a quelle baruffe di cortile che tanto conforto danno a Berlusconi.E allora,se questo avverrà,chissà che il voto di giugno non renda possibile qualche sorpresa!

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gen  09
17
alle 12:52
da mariopinzauti


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