Con la corte dell’Aja……o con Gheddafi?
La Corte internazionale dell’Aja ordina l’arresto del Presidente del Sudan per i crimini contro l’umanità commessi dalle sue forze armate nel Darfour. L’Egitto chiede la sospensione di questa misura che è la prima, nella storia, a colpire un capo di stato nel pieno esercizio delle sue funzioni mentre addirittura si oppongono altri stati di quell’Unione Africana che è presieduta dal libico Gheddafi . Il Gheddafi di cui, lo ricordiamo, pochi giorni fa,Berlusconi si è proclamato amico e sostenitore, al punto di promettergli di essere presente il 30 agosto dell’anno prossimo alle celebrazioni del quarantesimo di quella che il nostro premier ha definito “la grande rivoluzione libica” e per storici e osservatori più obiettivi è invece meglio nota come colpo di stato che abbattè la monarchia di re Idris e portò al potere Gheddafi. In questa situazione è altamente probabile che il leader libico solidarizzi con l’uomo che la Corte di Giustizia dell’Aja vorrebbe portare dietro le sbarre e processare per crimini contro l’umanità. Ma se avverrà che farà Berlusconi? Darà ragione al suo nuovo amico o ai giudici dell’Aja? Se il dilemma riguardasse un altro qualsiasi statista di un qualsiasi paese democratico non sarebbe possibile avere dubbi. Purtroppo,invece, riguarda Berlusconi.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
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marzo 5th, 2009 at 23:03
Berlusconi – ormai lo conosciamo – ha apprezzamenti di valore soltanto nei confronti dei “comunisti” (= l’opposizione italiana, qualunque sia, tra poco anche Casini). Essi sono “il male”, solo perchè gli si oppongono democraticamente.
Invece a chiunque altro lui è pronto ad elargire elogi, amicizia personale, pacche sulle spalle e battute ad effetto: che si tratti di comunisti “reali” che di più non si può (vedi Vladimir, uno che non esiterebbe a metterlo in galera, come ha fatto con Khodorkowski) o che si tratti di dittatori della peggior specie, tipo finti pentiti alla Gheddafi. Basta che lui ci possa lucrare un poco di pubblicità a buon mercato.
L’ho detto e lo ripeto: ormai non ci resta che aspettare che la natura faccia il suo corso.