Dibattiti

Crocifisso si:ma per chi lo chiede

Come tutte le volte che scrivo desiderando di non coinvolgere aprioristicamente il resto dello staff di questo blog, a cominciare dal direttore Luca Ajroldi, uso , oggi,la prima persona singolare.Per far sapere ai lettori che, a mio parere,è un tantino esagerata l’ondata di sdegno che,partendo dalle gerarchie vaticane,proseguendo per la presidenza del Consiglio dei Ministri,concludendo con la grande maggioranza dei partiti,non solo del centrodestra ma anche,perfino,del centrosinistra, si diffonde in tutto il paese di fronte alla sentenza con cui la corte europea per i diritti dell’uomo ha chiesto all’Italia la rimozione del crocifisso dalle aule delle scuole pubbliche .Le motivazioni con cui si respinge questo verdetto sono le più diverse:dallo sprezzante antieuropeismo con cui il cardinale Bertone,attuale segretario di stato,facendo rivoltare nella tomba Giovanni Paolo II,che fu appassionato sostenitore dell’integrazione dei popoli dell’Unione,invita le istituzioni europee a esercitare la propria competenza solo in materia di zucche, all’appello ai valori cristiani lanciato dal presidente del Consiglio,uomo che,in privato,questi valori li ha spesso e volentieri ignorati,fino alle singolari posizioni con cui,politici e uomini di cultura della sinistra, ,come il sindaco di Venezia Cacciari,hanno difeso ed esaltato il crocifisso come simbolo di amore ,perfino di laicità valido per tutti.Sono discorsi che,salvo quella eccezione(come quella di Bertone)si possono anche prendere in considerazione e che tuttavia non riescono,non possono riuscire a nascondere o sminuire l’elemento essenziale della questione ,e cioè che il crocefisso è il simbolo del cristianesimo e che imporne la presenza in luoghi,come le scuole,dove bambini e giovani dovrebbero,fra l’altro,apprendere i valori della vita,significa esercitare una forma di pressione su coscienze non ancora in grado di arrivare,da sole,a giudizi obiettivi.Sotto questo aspetto,sul piano dei principi,la sentenza di Strasburgo è a mio parere giusta,anche se sarà opportuno applicarla cum granum salis,cioè senza bandire totalmente il crocefisso dalle scuole ma facendolo entrare solo negli istituti scolastici in cui-attraverso una consultazione dei genitori degli scolari,il parere della gran parte degli insegnanti,altre forme di indagini- risulti che esso è accettato,da solo o assieme a simboli di altre religioni,come incoraggiamento per l’apprendimento dei valori fondamentali.

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nov  09
8
alle 05:00
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di mario pinzauti il 01/1/70

Giusto,caro Emanuele:l'invito contenuto nella sentenza della Corte dei Diriti Umani di Strasburgo...


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5 Commenti to “Crocifisso si:ma per chi lo chiede”

  1. luca ajroldi dice:

    Il mio amico e collega e co-editore di questo blog non vuole coinvolgerci in quella che lui definisce una posizione personale. Ebbene carissimo Mario, io non solo la condivido ma sarei anche più severo. Se la scuola deve essere il luogo dove si formano le menti dei giovani, deve essere anche il luogo dove si apprende la tollerenza, dove si imparano a conoscere “gli altri” di qualunque razza e religione siano. Via dunque il crocefisso dalle scuole, simbolo di una italia più confessionale che religiosa. E poi chi vuole, si sente, crede, porti il suo Dio nel cuore e ne faccia testimonianza quotidiana con gli atti e i comportamenti. Come anche il Vangelo dei cattolici prevede e la si faccia finita con queste finte battaglie, queste vere ipocrisie che nulla danno sia a chi crede che a chi non crede.

  2. cheyenne dice:

    L’Italia è uno Stato Laico. La scuola è pubblica. Dunque è giusta la Sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Dipendesse da me, io estenderei la sentenza a tutti i luoghi pubblici compresi i Tribunali.
    Molto opportuno anche il riferimento a Giovanni Paolo II che ha speso parole e fatti a favore della comprensione tra le diverse culture ….”l’integrazione fra i popoli richiede “un giusto equilibrio fra l’affermazione della propria identità e il riconoscimento di quella altrui”……

    pps – all’elenco degli ipocriti e di coloro che vedono solo “una innocua tradizione”, aggiungerei anche il parlamentare europeo Mario Mauro, presidente dei deputati del PDL, sponsorizzato da Berlusconi nonchè trombato alla presidenza del parlamento europeo. Dal suo sito internet ha comunicato di aver tappezzato di fotocopie il Parlamento Europeo con immagini della Crocifissione. A Mario Mauro non è sfiorata neppure l’idea che la Corte dei Diritti dell’Uomo non è il Parlamento Europeo. Eppure bastava un minimo di esperienza da parlamentare europeo onde evitare di sbagliare luogo di affissione. Non mi meraviglio che sia stato trombato….

  3. mario pinzauti dice:

    avevo il piacevole sospetto che Luca Ajroldi fosse d’accordo con me e tuttavia non ho voluto,in sua assenza,
    prendermi la libertà di parlare anche a suo nome.Mi fa piacere che ora si affretti a farlo da solo e bene,cioè condividendo la mia opinione.Quanto a quello che scrive l’amico Cheyenne a proposito della carnevalata di cui è stato protagonista al Parlamento Europeo il capo gruppo del pdl Mario Mauro,mancato presidente dell’Assemblea di Strasburgo,credo che l’episodio possa offrire l’occasione per sottolineare che la gran parte di coloro che urlano e strepitano tanto a proposito della sentenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo dimostrano di non sapere che cosa sia,che cosa rappresenti e che poteri abbia l’istituzione che ha emanato il verdetto sul crocefisso nelle scuole italiane.Altrimenti non si capirebbe perchè alcuni-tra lgli altri nientedimeno che il Segretario di Stato Vaticano,cardinale Bertone e alcuni ministri del governo italiano-colgano l’occasione per mettere sotto accusa l’Unione Europea che niente ha a che
    fare con l’episodio di cui ci occupiamo.La Corte per la difesa dei diritti dell’uomo,infatti,non è un istituzione della Comunità Europea dei 27 paesi ma un organo del Consiglio d’Europa,in cui sono rappresentati 47 paesi ed è una sede
    di confronto,senza poteri deicisionali.Ergo:queste sentenza
    che infiamma a fa correre alle barricate i neoguelfi veri o in maschera non è in alcun modo vincolante,è una sorta di
    raccomandazione che si può accogliere(come sarebbe giusto)oppure respingere(come pare che purtroppo avverrà).

  4. Emanuele dice:

    E ci voleva una sentenza della Corte di Strasburgo per farci capire certe cose???? Ma perchè invece di discutere su questo tema alla ricerca di una soluzione equa e che non offenda chi professa religioni diverse dal cristianesimo, non ci andiamo a rileggere gli articoli 7 e 8 della ns. Costituzione che recitano:

    Articolo 7
    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.
    Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale

    Articolo 8
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

    Detto ciò possiamo renderci conto che nel ns paese ora c’è chi vuole accorciare i termini di prescrizione per evitare che si svolgano i processi??? Dr. Ajroldi e Dr. Pinzauti, aspetto vs. autorevole intervento su tale scandalo……

  5. mario pinzauti dice:

    Giusto,caro Emanuele:l’invito contenuto nella sentenza della Corte dei Diriti Umani di Strasburgo non fa che richiamarci a comportamenti che sono prescritti dalla nostra Costituzione.Non si capisce ,dunque,perchè si sia ritenuto di scatenare,contro quel verdetto,una vera e
    propria crociata,indubbiamente utile,comunque,per tentare di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dal vergognoso tentativo in atto con il disegno di legge concordato tra Berlusconi e Fini per negare ai cittadini il diritto di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge(anch’esso prescrito dalla Costituzione!)

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