Difendiamo la polemica
“La polemica è inutile”, dice Berlusconi a commento delle proteste (per lo più ad acqua di rose) espresse dall’opposizione e da qualche giornale a proposito del viaggio che egli si appresta a fare a Tripoli per festeggiare il quarantesimo anniversario della dittatura di Gheddafi . E se ci si sforza di considerare il problema dal punto di vista del premier non si può non dargli ragione come non si può non capire come egli riesca a evitare un turbamento, sia pur minimo, sia pur soltanto formale anche di fronte alle notizie secondo cui alla cerimonia tripolina,che celebrerà il colpo di stato del 1969, egli si troverà vicino al terrorista che è stato condannato all’ergastolo per avere organizzato e realizzato la tragedia di Lockerbie e oggi è acclamato in Libia come eroe nazionale. Il nostro Presidente del Consiglio ha ormai preso l’abitudine, e il vizio,a ritenersi in diritto di comportarsi come gli piace e gli conviene nel pubblico e nel privato, quando fa delle sue dimore le sedi per riunioni licenziose, contrarie al comune senso della morale e perfino, in certi casi, al codice penale, quando tutela i suoi interessi privati con leggi ad personam e quando si fa amico e sostenitore di capi di governo e di stato che la democrazia l’apprezzano solo quando ha sede in paesi diversi e lontani dal loro. Tutto questo e altro non gli ha risparmiato polemiche, sia pure , troppo spesso, all’acqua rose. Poichè, però, queste polemiche, forse perché troppo spesso all’acqua di rose, gli hanno provocato, al massimo, reazioni di solletico, egli non vede motivo per cambiare o soltanto correggere la sua rotta. E poiché tra i piaceri da lui più ambiti,oltre la seduzione e l’umiliazione del gentil sesso, c’è quello del disprezzo per l’avversario politico non esita a prendere a pesci in faccia quest’ultimo ricordandogli che lui è troppo bello,troppo alto ( grazie ai tacchi rialzati),soprattutto troppo bravo, per cui a lui le polemiche non fanno né caldo né freddo.
Per ora, s’intende. Perchè –particolare che Berlusconi omette di considerare-se in avvenire le polemiche non fossero più all’acqua di rose ma fossero condite col più infuocato tra i peperonicini ed espresse coralmente da tutta l’opposizione le cose potrebbero cambiare:e di molto. E’un traguardo utopistico? Certamente lo sarebbe se anche noi, ,per stanchezza o scoraggiamento, ci facessimo convincere dalle smargiassate di Berlusconi e rinunciassimo a quella che per ora à la nostra arma principale:la polemica.
da mariopinzauti
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