Dibattiti, costi

Dove volano gli asini

Secondo Maroni (dichiarazione di pochi giorni fa) per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Abruzzo serviranno 12 miliardi di euro. Secondo Matteoli (ministro dello stesso governo di cui fa parte Maroni) ne serviranno molti meno (dichiarazione di ieri sera). Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni di qualche settimana fa) per disoccupati, precari e altre vittime della crisi il governo non può fare più di quanto ha fatto perché non ci sono disponibilità nelle casse dello stato. Secondo Tremonti e Berlusconi (dichiarazioni più volte ripetute in questi giorni) per la ricostruzione dell’Abruzzo non saranno necessari nuovi prelievi fiscali né tagli a spese già programmate (tipo il ponte sullo stretto di Messina) perché i soldi nelle casse dello stato ci sono.
Poichè -sia vera la valutazione di Maroni o quello di Matteoli- si tratta comunque di miliardi, miliardi di euro (ogni miliardo di euro è pari a poco meno di 2 mila miliardi di vecchie lire,non di bruscolini) è da chiedersi come la somma necessaria per la ricostruzione dell’Abruzzo sia stata miracolosamente trovata dopo che, appena poche settimane fa, veniva data per inesistente. E’una domanda cui nessuno risponde e alla quale nessuno sembra avere intenzione di rispondere: nella convinzione -purtroppo confermata dai sondaggi,gli ultimi compresi- che il popolo italiano sia ormai in gran parte costituito da uomini e donne che passano le giornate con il naso in aria,in attesa di vedere -e naturalmente applaudire- gli asini che volano.

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apr  09
22
alle 07:14
da mariopinzauti


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