Farabutti versus Servi
Per “l’Anno zero”di stasera, se ci sarà -come sappiamo Berlusconi ha scatenato tutte le sue divisioni corazzate per impedirne la messa in onda – vorremmo suggerire a Michele Santoro un cambio, o meglio un completamento, del titolo già annunciato.”Farabutti”, che richiama la sprezzante definizione dei media italiani uscita qualche giorno fa dalla delicata boccuccia del Presidente del Consiglio, va più che bene. Ma se si vuole, come Santoro anticipa, dare un quadro della disastrata situazione dell’informazione nel nostro paese sarebbe bene, già nel titolo della puntata, contrapporre ai “farabutti”, cioè ai critici dell’impero berlusconiano, i servi, cioè coloro che rappresentano l’esatto contrario dei pochi ma tosti difensori del giornalismo ancora libero. Per cui, caro Michele, sempre che prima della messa in onda non t’arrivino in studio i carabinieri, meglio “Farabutti versus servi”. E subito dopo mettendo in primo piano e in testa alla lista dei servi, a costo d’incorrere nel reato di lesa maestà, lo stesso Direttore Generale della Rai, il quale -come opportunamente ha segnalato Luca Ajroldi nel precedente post- per giustificare un eventuale blocco di “Anno zero” è arrivato a dire, ieri, che non esiste al mondo un servizio pubblico televisivo in cui abbia diritto di cittadinanza ed esistenza un programma come quello di Michele Santoro.! Sarà possibile arrivare a contestare questa plateale bugia nel corso di “Anno zero” di oggi, sempre che -come auspichiamo ma diamo per tutt’altro che certo – la rubrica di Santoro riesca a vedere la luce stasera ? In ogni caso quanto accadrà e anche quanto è già accaduto nelle ultime settimane dice a tutti noi che per la libertà d’informazione ci stiamo battendo, ognuno nel suo campo e a suo modo, che l’attacco senza esitazioni e senza sconti ai servi ,dai più paludati e arroganti, come Masi , Bruno Vespa, anche il killer Feltri, fino ai più squallidi e repellenti portatori d’acqua, come i cronisti del Tg1 che riescono a occuparsi cento volte di Tarantini senza mai nominare Berlusconi, deve apparire, con la massima chiarezza , decisione e immediatezza, nell’agenda delle iniziative per ridare dignità e libertà all’informazione nel nostro paese: cominciando dalla manifestazione che la Federazione della Stampa ha organizzato per il 3 ottobre e che dovrà anzitutto essere, se vorrà evitare di essere un’inutile declamazione di irrealizzabili intenzioni,la sede per dire la verità,tutta la verità…
da mariopinzauti
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