Berlusconi, Dibattiti, g8

I misteri dell’Aquila

O lui è davvero un mago, di quelli che ti dicono “a me gli occhi” e poi ti convincono a consegnargli cravatta, cappello, addirittura il numero di telefono della fidanzata. Oppure nel mondo, a cominciare dall’Italia, tutto sta marcendo, senza eccezione alcuna. Se no non si spiegherebbe perché Berlusconi sia passato attraverso la conferenza stampa conclusiva del G8+G14 dell’Aquila senza subire neppure un graffietto, anzi sortendone più bello, più forte e più arrogante di prima. La stampa internazionale che, pure nelle settimane scorse aveva lanciato contro di lui critiche distruttive, arrivamdo a definirlo “un clown”(New York Times”) o “il più grande buffone d’Europa” (“L’Exprès”)o “il campione dei debosciati”(“Le Point”,su cui proprio oggi erano uscite sei pagine dedicate al nostro premier) oggi, a l’Aquila, dove pure erano presenti molti dei suoi corrispondenti, ha rispettosamente taciuto, mentre i media italiani, salvo “Il manifesto”, che pure ha dato prova di una vis polemica molto contenuta, hanno fatto a gara a presentarsi, con le loro domande, come vere e proprie espressioni della voce del padrone, in qualche caso senza nemmeno preoccuparsi di contenere gli eccessi di servilismo, com’è accaduto per un reporter aquilano cui è toccato perfino di essere oggetto di un amichevole rimprovero da parte del premier per non essersi comportato, con la domanda troppo ossequiosa da lui posta, come un vero giornalista. Come si spiega tutto questo? Speriamo che ce lo facciano sapere almeno i troppi colleghi stranieri ieri muti o assenti di fronte alla grande occasione di mettere finalmente alle corde il Cavaliere . Ma in attesa della risposta come appartenenti alla categoria dei giornalisti già vediamo e sentiamo la vergogna in anticamera.

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lug  09
10
alle 06:04
da mariopinzauti


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