Elezioni, referendum

I ricatti della Lega e le paure di Silvio

Se quello che racconta Berlusconi è vero, allora la Lega ha usato il ricatto ( uscire dal governo) per ottenere che non si facesse l’election-day. Un sondaggio di Ipr Marketing per “Repubblica” rivela che il 51% degli elettori andrebbe “certamente” a votare il 7 giugno, percentuale che cala al 37 per cento due domeniche dopo. Tre italiani su quattro (74%) sanno che c’è un referendum a giugno, ma solo il 7 per cento conosce i quesiti. Si parla di referendum, di date, di accorpamento ma la televisione ( le televisioni) non hanno trovato il tempo per spiegare e reiterare le spiegazioni sul significato dei tre quesiti. I primi due sono identici se non per il fatto che riguardano uno la camera e l’altro il senato. Propongono di assegnare il “premio di maggioranza” in seggi non alla coalizione vincente ma al partito che ottiene più voti. Si potrebbe dedurne che il principale obiettivo del quesito referendario, fosse quello di sfoltire il numero dei contendenti, e che a questo punto con in campo appena 6 partiti assegnare i seggi-premio a un solo partito anziché a due o tre non cambierebbe granché. Non è così. La vittoria del Sì rappresenterebbe il passo decisivo verso una democrazia non più bipolare, ma bipartitica.
Ecco perchè la Lega ha fatto le barricate e ha minacciato di uscire dal Governo. E berlusconi, che ha ceduto, sostiene di averlo fatto per il bene dell’Italia. C’è infine il terzo quesito. Prevede il divieto di candidarsi in più di una circoscrizione, una novità che non inciderebbe sulle dinamiche di partito ma sulla selezione della classe politica. L’anno scorso Berlusconi e Fini si candidarono in tutte le 27 circoscrizioni, ma anche Veltroni, Casini, Bossi e Di Pietro aprirono le liste dei rispettivi partiti in molte regioni. Nomi-richiamo che poi sono stati rimpiazzati, in Parlamento, dai “primi dei non eletti”, candidati spesso semi-sconosciuti.
Adesso è chiaro come stanno le cose ? E allora fate la cortesia di spiegarlo a chiunque vi arrivi a portata di suono. Solo così possiamo sperare di smuovere interessi incancreniti di una Lega che fa i suoi interessi e non quelli del paese.

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apr  09
16
alle 03:48
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Complimenti per il blog!


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2 Commenti to “I ricatti della Lega e le paure di Silvio”

  1. cheyenne dice:

    Sarebbe suffieciente anche solo che gli italiani comprendessero che Berlusconi, pur di salvare Mediaset, venderebbe anche l’anima al diavolo
    e Mediaset si salva solo rimanendo al governo…

  2. cheyenne dice:

    Complimenti per il blog!

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