I vincitori e i vinti
Da domenica 7 giugno, alle ore 22 e un minuto, da quando cioè è arrivata la prima exit poll sui risultati elettorali, siamo, si può dire, con i polpastrelli sulla tastiera del pc , pronti a far partire il nostro commento sull’esito della consultazione per le europee e le amministrative. Ora, finalmente, ci decidiamo a passare ai fatti, cioè a cominciare a scrivere anche se l’elenco dei dati è ancora incompleto. Lo facciamo dopo esserci convinti che il quadro fondamentale, quello su cui, di più , vale la pena di riflettere, era già chiaro a urne appena chiuse e ci dava, fin da allora, precise indicazioni su cui vale la pena di riflettere. In questo quadro, oltre alle notevoli ma non risolutive soddisfazioni per l’Idv e la Lega e, con numeri più modesti, per l’Udc, dominano due sconfitte:quella del pd e quella del pdl. Il primo di questi due partiti,il pd, nonostante l’appassionato rush finale del segretario Franceschini, ha avuto le gambe tagliate dalle polemiche interne e dell’autodisfattismo di una parte consistente della sua classe dirigente, in cui si sono distinti uomini, come l’assessore regionale campano Velardi, allievo di D’Alema, che ha annunciato, con tanto di dichiarazioni ai giornali che non avrebbe votato per le le liste del suo partito.
Il pd ha corso la campagna elettorale,si può dire,con i ceppi ai piedi .Per cui, a conti fatti, se l’è cavata anche troppo bene. Se le sono cavata malissimo invece il Pdl e Berlusconi in persona.Il partito resta il più forte d’Italia,il leader proclama di avere ottenuto 2 milioni e 700 mila preferenze(evitando naturalmente di ricordare che era capolista in tutte le circoscrizioni) ma non riesce a raggiungere l’obiettivo che il premier si era posto e aveva dato per sicuro in cento e mille comizi:il 40-45 per cento dei suffragi,un balzo verso la maggioranza assoluta del 50 per cento.Se queste vette fossero state scalate,nonostante tutto quello che il primo ministro aveva combinato nel privato e nel pubblico negli ultimi mesi,si sarebbe dimostrata all’Italia e al mondo l’invincibilità di Berlusconi e la totale sudditanza della maggioranza dei cittadini di fronte al delirio di potere di un uomo che,come ha detto sua moglie,”non sta bene”..Questo voleva il Cavaliere.Ma un buon numero dei suoi stessi elettori glie l’ha negato,glii ha detto basta.E’questo l’elemento più importante dei risultati del 6-7 giugno..Perchè per la prima volta da molto tempo dimostra all’Italia e al mondo che la fine dell’incubo Berlusconi non è più impossibile,anche se certamente arrivarci non sarà facile
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Giovanni il 01/1/70
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giugno 11th, 2009 at 17:13
Se ve la caverete ancora cosi’ bene anche alle prossime elezioni farete la fine del dodo.