Il padrone del vincitore
Berlusconi non solo non ha raggiunto le stratosferiche vette che aveva promesso a se stesso e ai suoi sudditi-il 40-45 per cento dei suffragi per le europee, premessa per successivi rapidi balzi verso la maggioranza assoluta, cioè oltre il 50 per cento- ma deve confessare di essere un vincitore con un padrone. E’questo il chiaro significato della sua improvvisa conversione a u sul referendum annunciata -non certo per pura coincidenza- dopo una cena con Bossi e della notizia, filtrata contemporaneamente, secondo cui egli avrebbe promesso alla Lega la presidenza di due regioni, il Veneto e la Lombardia, oggi in mano a pezzi da novanta del Popolo della Libertà.
Tramite telegiornali più appecoronati che mai il Presidente del Consiglio può quindi concedersi il lusso di presentare all’opinione pubblica un pd pressocchè distrutto dai risultati elettorali (ha subito un”vero e proprio crollo” secondo il tg 2 mentre è stata travolto da “una catastrofica sconfitta”secondo il tg1) ma dovrebbe, nel suo stesso interesse, a occuparsi un po’di più dei guai di casa sua, che non saranno pochi, a giudicare dalle prime reazioni che vengono da ex esponenti di An
alla sua decisione di passare dalla parte degli avversari del referendum.
da mariopinzauti
Visualizza / Lascia un commento





