Il referendum e il caos delle coscienze
Secondo un sondaggio della Commissione Europea parteciperà al voto del 6 e 7 giugno per l’elezione dei deputati dell’Unione solo una minoranza, il 30 per cento o poco più dei cittadini dei 27 paesi dell’Europa comunitaria, Italia compresa. Non sono stati fatti sondaggi, quindi non sono possibili pronostici altrettanto precisi sul numero dei partecipanti alla consultazione che, in Italia, seguirà di due settimane quella per il Parlamento europeo, il voto per il referendum sulla legge elettorale. I pochi elementi di giudizio di cui si dispone promettono però solo disastri, percentuali di votanti altrettanto raso terra, se non di più, di quelle temute per le elezioni europee. La materia del contendere non è certo tra le più invoglianti dato che si tratta di pronunciarsi su norme elettorali che, dal momento in cui il referendum fu pensato e proposto, sono state profondamente modificate con la legge attualmente in vigore, quella che uno dei suoi principali autori, l’on,Calderoli, ha consegnato alla storia con il colorito appellativo di porcellum. E mentre molti, nell’opinione pubblica,si chiedono se il referendum abbia oggi ancora un senso, o no, continue conversioni a u negli atteggiamenti dei vari partiti e dei maggiori leader generano una sempre maggiore confusione tra i cittadini,con la conseguenza di ridurre la già scarsa volontà di voto. Vedremo presto, tra un mese, che cosa produrrà questo caos delle coscienze e se esso oltre a decidere sulla sorte del referendum-su cui oggi come oggi non scommetteremmo un soldo bucato-avrà effetti collaterali apprezzabili sulla politica nazionale, come chiaramente spera Silvio Berlusconi.
da mariopinzauti
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