Immaginatevi di trovarvi dall’altra parte del fronte
Ci auguriamo che tra chi ci segue su questo blog non ci siano alcuni di coloro che,nei cortei di questi giorni in tante città europee,bruciano la bandiera con la stella di David o innalzano cartelli e striscioni in cui,come segnala il nostro lettore Daland, Israele viene presentata come una miniriedizione della Germania di Hitler.
Nel dubbio che una parte almeno del nostro pubblico non abbia ben capito dove siano le maggiori responsabilità per la traumatica riapertura della crisi mediorientale, dubbio reso fondato, fondatissimo dall’estrema approssimazione, se non vera e propria parzialità con cui,su questa materia,intervengono la maggioranza dei media e,prima ancora,dei governi europei,vorremmo invitare questi nostri lettori e tutti gli altri a immaginare di trovarsi dall’altra parte del fronte,cioè nelle città e paesi israeliani posti in prossimtà della striscia di Gaza.In questi centri,popolati da alcune centinaia di migliaia di persone, già da molti giorni prima dell’attacco israeliano cadono razzi di Hamas che hanno provocato notevoli distruzioni,molti feriti,anche qualche morto e costringono le popolazioni a vivere nei rifugi e a sospendere ogni attività lavorativa..Tutto questo senza che il mondo intero,i governi e i mass media, abbiano espresso indignazione o almeno attenzione.E lo stesso totale disinteresse è stato successivamente mostrato di fronte ai pressanti inviti di Israele ad Hamas perché cessasse i provocatori bombardamenti.A questo punto il governo israeliano è stato costreto a prendere atto del fatto che senza un intervento militare le centinaia di migliaia di suoi cittadini che vivono nei pressi della striscia di Gaza sarebbero stati condannati a un incubo perenne.Così è cominciata la guerra.E così la guerra continua dato che nessuna delle proposte di tregua avanzate finora in sedi internazionali contiene una seria garanzia per un monitoraggio permanente che impedisca ad Hamas la ripresa dei bombardamenti e della sua attività terroristica cui,soprattutto con gli attentati kamikaze,si deve la morte di parecchie diecine d’inermi civili israeliani,tra cui numerosi adolescenti,anche donne e bambini.
Tutto questo chi vive dall’altra parte del fronte l’ha capito sulla sua pelle..Ci auguriamo che lo capisca anche chi ci legge. .
da mariopinzauti
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