La democrazia superflua
Dunque entro il 2020 anche l’Italia avrà le centrali nucleari.E sarà un bene perché aumenterà notevolmente la quantità di energia di produzione nazionale e presumibilmente permetterà anche una riduzione delle tariffe. Una volta tanto sarebbe dunque non solo giusto ma doveroso applaudire agli accordi raggiunti, sulla materia, durante il vertice romano tra Berlusconi e Sarkozy se non ci fosse un ma. Un ma insignificante, trascurabile per i francesi, grosso come una casa per l’Italia. Perchè per l’Italia, come ha ricordato Luca Ajroldi nel precedente post, il ma è costituito dal fatto che nel 1987 il sessanta per cento degli italiani si pronunciarono, con un referendum, contro l’installazione nel nostro paese di centrali nucleari. Ora è vero che dal 1987 sono trascorsi ben ventidue anni ma è anche vero che questo lasso di tempo, sia pur ragguardevole, non è sufficiente, di per se stesso, per annullare un atto di sovranità popolare. O meglio lo si potrebbe in teoria anche fare ma senza trascurare passaggi senza i quali il patto di Roma tra Berlusconi e Sarkozy diventa una pubblica proclamazione nazionale e internazionale del valore assolutamente superfluo della democrazia. Per annullare un atto firmato dal sessanta per cento degli italiani non possono bastare infatti le strette di mano, i baci e gli abbracci tra il presidente francese e il nostro premier. Sarebbe opportuna una legge, eventualmente da fare approvare-visto che questo è l’andazzo-con un decreto.O , come minimo minimo, un’informazione del Presidente del Consiglio prima portata all’attenzione del Capo dello Stato, poi esposta al Parlamento e seguita da un voto, il quale, oltretutto, vista la maggioranza di cui gode il governo,non presenterebbe rischi. Ma tutto questo è sembrato una perdita di tempo che Berlusconi non poteva e non voleva permettersi. E infatti non se l’è permessa. Alla faccia della democrazia. E anche alla faccia nostra e vostra.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di GliEletti il 01/1/70
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febbraio 25th, 2009 at 09:34
L’abilità del nostro PM – ormai lo conosciamo benissimo – sta nel saper fornire le giustificazioni (apparentemente) più ovvie ai suoi colpi di mano (siano pure a fin di bene, come questo).
La decisione del 1987, ci spiega, è stata una stupidaggine in cui la maggioranza degli italiani è stata trascinata dalla demagogia di quei gruppuscoli (verdi, sinistrorsi e compari) di cui la storia ha decretato inesorabilmente la sconfitta e l’oblìo. Ergo, cancelliamo tutto ciò che quegli irresponsabili hanno combinato. Non c’è bisogno di leggi, chè ognuno capisce da sè. Anzi, che i pochi rimasti di quelle minoranze plagianti ringrazino il PM di oggi se non li persegue penalmente, per aver danneggiato così profondamente il nostro bel paese, costringendo lui ad un superlavoro per rimediare alle loro malefatte.
La democrazia? Secondo Silvio, quella l’avevano violentata proprio quegli stessi pazzi! E pazzo è chiunque si azzardi ad osservare sommessamente che lui è arrivato lì con metodi di “convincimento” ancor più sofisticati e scientifici.
febbraio 25th, 2009 at 18:32
Ciò che riassume Daland – dalla viva voce del premier: http://www.youtube.com/watch?v=l8iFXd0bzz4
Punti critici dietro la firma di questo accordo italo-francese ce n’è più d’uno: ad esempio il problema dello smaltimento delle scorie…