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La scorta di Saviano

Una polemica di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno quella tra il capo della mobile di Napoli, Vittorio Pisani, e i magistrati. Oggetto della discussione ? Il diritto alla scorta per Roberto Saviano, l’autore di Gomorra.
“A noi della squadra mobile fu data la delega per riscontrare quel che Roberto Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta”, dice Pisani. “Sbaglia, l’autore di Gomorra è in grave pericolo”, rispondono i magistrati.
Sembra strano che un poliziotto, famoso per il suo riserbo, improvvisamente decida di rilasciare una intervista a “Magazine” il supplemento del Corriere della Sera solo per fare queste affermazioni. Semra meno strano, però, se pensiamo alle parole di Saviano pronunciate dal palco il 3 Ottobre giorno della grande manifestazione per la libertà di stampa. Diventa allora quasi normale pensare che a qualcuno interessi aprire un caso Saviano. Anzi, meglio, smontare, ridimensionare l’immagine dell’autore di Gomorra che con le sue parole, la sua vita blindata testimonia quanto questo Stato faccia poco per combattere la criminalità organizzata. Quello che meraviglia è che un fior di poliziotto, un dirigente in gamba, sollevi dei dubbi non nelle sedi opportune ma sui giornali. Non gli è venuto in mente che la sua buonafede viene usata e strumentalizzata ad arte ? oppure dobbiamo pensare altro?

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ott  09
14
alle 04:01
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Raffaella il 01/1/70

Sono esterrefatta, anzi, amareggiata... Grazie a Roberto Saviano mi sono resa conto di una realtÃ...


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Un Commento to “La scorta di Saviano”

  1. Raffaella dice:

    Sono esterrefatta, anzi, amareggiata… Grazie a Roberto Saviano mi sono resa conto di una realtà spaventosa che colpisce non solo il Sud Italia ma tutta l’Italia e anche l’Europa, qualcosa di orribilmente dilagante. E chi dovrebbe maggiormente sostenere questa causa, il capo della squadra mobile di Napoli, vuole abbandonarlo. C’è qualcosa che non torna, come può Pisani (e forse molti altri poliziotti) girare tranquillo per Napoli con la sua famiglia? Perché, come lui stesso dice, nessuno lo ha mai minacciato? Che cosa c’è sotto?

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