Sulla graticola

L’immunità del Cavaliere e il disinteresse del paese

Secondo i giudici milanesi, l’avvocato inglese Mills, condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari, incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. “Mentì per consentire a Berlusconi l’impunità”, dice un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni della sentenza pubblicate oggi. Il Paese ne discute? Macchè, se ne infischia. La classe politica ne parla ? Macchè, bisbiglia a mo’ di gossip. L’opposizione insorge, chiede le dimissioni ? Macchè, tace nel timore di sentirsi gettare addosso le solite accuse di antiberlusconismo, di odio, di invidia, di giustizialismo. Tutte accuse inventate dai ghost writer del Presidente, distribuite ai dipendenti e ripetute e amplificate all’infinito fino a penetrare nel cranio degli italiani e farci il nido. Dunque silenzio e non di quello assordante. Silenzio e me ne infischio, abbiamo altro da fare che star appresso a queste baggianate da comunisti e toghe rosse. Altre due parole chiave incistate nella memoria collettiva di un paese che, per il resto sembra lo Smemorato di Collegno. “Questo è un Paese, scrive Massimo Giannini su Repubblica.it, dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall’ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come “atto fondativo” della nuova legislatura”.
Ma non basta. Non può bastare per capire l’accondiscendenza del paese. Per capire un consenso comunque altissimo. Bisogna aggiungere una deriva culturale da terzo mondo. I tg sono diventati, quasi tutti, una raccolta di “strano ma vero” e di dichiarazioni dei politici. Chi ha ancora voglia di ascoltarli? Poi c’è l’opposizione. Quella parlata, quella dei giochi sottotraccia, quella degli intrighi di corridoio, quella dei residuati bellici, quella degli imboscati e quella del povero Franceschini, ennesima vittima sacrificata sull’altare di una mancanza di idee, di coraggio, di progetto. Lui ne avrebbe, il Dario, ma è stato lasciato solo da tutta una classe dirigente che se avesse dignità, andrebbe a casa permettendo al Partito Democratico di nascere davvero.

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mag  09
19
alle 05:28
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di crazyhorse70 il 01/1/70

Non me ne puo’ fregare di meno se la moglie del berlusca la pensi sul marito come la penso io ,...


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4 Commenti to “L’immunità del Cavaliere e il disinteresse del paese”

  1. Maria Ferdinanda dice:

    Sono proprio stanca, sai? Non di leggere te, ci mancherebbe. Sono stufa dell’Italia imbecille, voglio andarmene da questo Paese. Disposta a imparare anche il dialetto del Turkmenistan, insegnante di italiano e latino offresi.

  2. luca dice:

    Sapessi io come mi sono stancato di dover scrivere queste cose! Sapessi quanto mi piacerebbe un blog che parlasse di politica, di progettualità,difuturo, di opzioni, di scelte. E invece, da quindici anni……

  3. cheyenne dice:

    A volte mi prende il disgusto per come l’Italia è diventata lo zimbello del mondo occidentale.

    Ma l’opposizione c’è e si fa sentire.

    Il problema è che siamo noi italiani ad essere narcotizzati. Ad esempio, mi capita di leggere “non vado a votare per punire questo governo”. Mah!

  4. crazyhorse70 dice:

    Non me ne puo’ fregare di meno se la moglie del berlusca la pensi sul marito come la penso io , lei puo’ divorziare e farsi dare un mucchio di soldi , io me lo devo tenere 5 anni ed i soldi me li stà cacciando lui dalle tasche a me in mille modi http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=20944a1879abc833

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