Dibattiti

L’occasione

Riteniamo sciocco e pericoloso riempirci pancia e cuore di pure illusioni.Non possiamo tuttavia evitare di constatare che qualcosa si sta muovendo. La maggior parte dei sondaggi dei giornali e degli istituti specializzati danno ragione a Napolitano anche dopo gli ultimi perfidi attacchi di Berlusconi. Quagliariello, Gasparri e altri della canagliesca brigata. Il documento di “Libertà e Giustizia” per la difesa della Costituzione ha già raccolto 150 mila firme. Enrico Mentana, che lascia disgustato “Canale 5”, dopo che la rete televisiva ammiraglia di Berlusconi ha rifiutato di dare, in prima serata, gli approfondimenti sulla morte di Eluana, preferendo “Il grande Fratello”, riceve -nell’azienda di proprietà del Presidente del Consiglio!- la solidarietà dei suoi colleghi giornalisti, pronti a scendere in sciopero a suo sostegno.Ebbro ma anche schiavo del suo delirio di onnipotenza questa volta forse il piccolo Napoleone è andato troppo oltre. Sembra comprenderlo il saggio e furbo Gianni Letta che si distanzia dalle velenose frecciate del suo boss e invoca il silenzio. Mostra di capirlo sempre più chiaramente Fini quando torna a difendere il Capo dello Stato. Prende così forma la sia pur debole speranza che sia in arrivo un’occasione fino a poche settimane fa letteralmente impensabile.Certo per darle consistenza e coglierla, per tentare di portare fuori il paese da quella che forse è la fase più pericolosa della storia della Repubblica occorrerà grande compattezza, decisione chiarezza d’idee: esattamente il contrario -per dire pane al pane e vino al vino- di comportamenti come quelli di Rutelli e degli altri tre parlamentari cattolici del pd che hanno votato a favore di una mozione della maggioranza sul fine vita ieri,vale a dire il giorno dopo che la maggioranza si era avventata contro Napolitano.

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feb  09
11
alle 09:08
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

L’esame della Legge sul Testamento Biologico è già un importante banco di prova. Ed è i...


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Un Commento to “L’occasione”

  1. daland dice:

    L’esame della Legge sul Testamento Biologico è già un importante banco di prova.

    Ed è importante che si faccia nell’opinione pubblica molta chiarezza sui suoi contenuti (princìpi, diritti e vincoli).

    La mozione approvata ieri sull’obbligatorietà di alimentazione (o sull’inammissibilità della sospensione di alimentazione e idratazione forzate) pone certamente un vincolo assai rigido (e di fatto sconfessa le sentenze della magistratura sul caso Eluana). Ma mi pare che – se una maggioranza si forma in Parlamento (e nel Paese, ovviamente) – ci si debba inchinare, senza prendere la cosa come uno sgarro alla Magistratura (che su Eluana ha esercitato un suo diritto-dovere, e deciso responsabilmente, in assenza di Leggi precise) nè come un attentato alla Costituzione (Art.32).

    Altro invece è il principio, che la proposta Calabrò pretende di imporre, della cosiddetta “indisponibilità della vita”, sempre e a prescindere. Esso – lo hanno già rilevato anche esponenti del PdL – è palesemente in contrasto con detto Art.32, quindi incostituzionale. L’Art.32 recita, effettivamente: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.” Ma non può esserci una disposizione di legge che – in forza del principio di “indisponibilità della vita” – obbliga SEMPRE al trattamento, poichè allora vanificherebbe del tutto il principio medesimo della non obbligatorietà (e del conseguente diritto dell’individuo – cosciente o via Testamento Biologico – di rifiutare le cure). Non solo, ma aprirebbe la strada all’abrogazione – quasi una conseguenza automatica – di una Legge come la 194!

    Su questo punto è chiaro che ci sarà grande battaglia in Parlamento, col rischio che debba essere ancora Napolitano (prima della Consulta) a dover giudicare, sotto il profilo della costituzionalità, una Legge approvata dalla Camere…

    Nel merito dei contenuti della Legge, la proposta Calabrò:

    http://www.lucacoscioni.it/sites/all/files/Testo_base_CALABRO‘[1].doc

    è di una assoluta rigidità, tutta volta a porre vincoli, con articoli e commi che non fanno che ridurre davvero al lumicino i gradi di libertà, sia dell’individuo nel dichiarare le sue volontà, sia nel medico nell’applicare concretamente la Legge.

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