Elezioni, Giravolte, senso del ridicolo

Maledette elezioni permanenti

esterne111919121105192004_bigSul sito del Consiglio italiano per i rifugiati le foto esclusive dei rifugiati rimandati indietro dall’Italia, dopo l’arrivo al porto di Tripoli. A furia di giravolte finirà per girarci la testa e cadremo tutti in terra, come nella vecchia filastrocca. Si dice che i vecchi ricordino benissimo i fatti passati e tendano a dimenticare cosa è successo l’altro ieri. Gli italiani, che sono furbissimi, hanno adottato la tecnica mista che prevede di non ricordare niente del passato e niente dell’altro ieri. In questo modo si ottengono tutta una serie di risultati di grande utilità: tutti possono affermare quello che vogliono e pretendere di avere ragione. Prendiamo il caso degli immigranti irregolari che arrivano sui barconi trasportati dai mercanti di carne umana. Per alcuni sono clandestini venuti per delinquere e vanno respinti in mare ( dal paese si levano applausi scroscianti), per altri

sono migranti spinti dalla disperazione e vanno accolti e gli va offerto asilo ( dal paese si levano applausi scroscianti),per altri ancora sono persone in fuga dai rispettivi paesi e noi gli dobbiamo dare asilo ( applausi scroscianti da:vaticano, organizzazioni internazionali, parte del paese, parte di an, parte del pd, ecc). Allora ecco che la mancanza di memoria a breve e lungo termine permette di assumere tutte le posizioni ed il contrario di quelle espresse ieri, dimenticando: a) che fino al 1930 nei barconi c’eravamo noi italiani e c’è un sacco di gente in giro che lo ricorda benissimo ( a cominciare da Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista) b) che in Italia abbiamo già 3 milioni di immigranti regolarizzati che sono indispensabili al funzionamento del sistema paese; c) che quindi siamo già un paese multietnico alla faccia di chi fa finta di non sapere, di non capire, di non volere e poi ha la servitù filippina, il cuoco rumeno e la badante moldava (e che se non ci fossero sarebbero guai grossissimi); d) che il 90% dei panificatori è marocchino, egiziano, tunisino perchè nessun italiano vuol più fare questo mestiere; e) che la campagna elettorale permanente a cui siamo sottoposti da 15 anni ci ha rimbecilliti ben bene e i media hanno contribuito da par loro ( fatevelo dire da uno che ci ha lavorato per 40 anni e i meccanismi li conosce come le sue tasche); f) che passa il tempo ma le azioni si ripetono. Il ministro Maroni tanto per fare un esempio, indagato perchè reclutatore delle guardie padane oggi sbava per imporre la legge sulla sicurezza in cui, praticamente, legittima con una legge quello per cui c’è ancora un processo in corso contro di lui.
Infine c’è l’Opposizione. Si, sembra che non ci sia, ma ufficialmete c’è e viene regolarmente retribuita. Allora, quest’ultima ha assunto tutte le posizioni e le relative sfumature. Al suo interno sono possibili tutte le voci e tutti i distinguo. Criticano il governo, lo definiscono “razzista” ma poi dicono che respingere le barche in mare lo avevano fatto anche loro. Vero ? Verissimo. ma allora dov’è la differenza ? Sottili sfumature di una certa importanza. ma invece di gridare non si potrebbe trovare un modo condiviso? Impossibile, ci sono le elezioni e dobbiamo farci vedere. Maledette elezioni. Mi stanno facendo passare la voglia di andare a votare.

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mag  09
12
alle 04:12
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Gentile Dr. Ajroldi, apprezzo la risposta in puro stile navajo. Apprezzo le Sue ponderate rifless...


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3 Commenti to “Maledette elezioni permanenti”

  1. cheyenne dice:

    Gentile Dr. Ajroldi

    Voglio sperare che la Sua sia solo una provocazione dopo tanti post battaglieri che descrivono un’Italia reale e non quella dei fumus mediatici di questo governo. Purtroppo Berlusconi è sempre in campagna elettorale, con o senza elezioni, come titola il post. A proposito di immigrazione, la non tanto sottile differenza è che quando arrivarono gli albanesi, con Prodi si attuò una politica di accordi bilaterali e di cooperazione con rimpatri dal Paese di provenienza, l’Albania per l’appunto. Nella situazione attuale si sono inaugurati termini quali “reato di clandestinità”, “respingimenti” che nulla hanno a che vedere con il buon senso oltre che con il diritto internazionale.

    Mi perdoni, so bene che è già a conoscenza di quanto scritto, mi rivolgo sopratutto ai tanti lettori di questo blog anche perchè percepisco anch’io un’aria di disorientamento che mi rattrista. Un’opposizione che litiga fa il gioco dell’imperatore del dividi et impera. Praticamente solo Franceschini è rimasto a difendere il SI al Referendum, tanto per fare un esempio. Ma non mi arrendo, occorre tenere la barra ben salda sopratutto durante la tempesta. Voglio dare un’Italia migliore ai miei figli. Un’Italia della quale essere orgogliosi.
    Grazie

  2. luca ajroldi dice:

    caro cheyenne, parlerò con lingua dritta e purezza di cuore come un navajo può fare. Sono abituato a lottare, è nella mia natura di navajo. Però in questo caso credo che occorra uno sforzo ancora più duro, più complesso perchè la materia è scivolosa. Bisogna dividere il problema in tanti segmenti ed affrontarli uno alla volta altrimenti si rischia di deragliare. Ci sono i disperati. Ci sono le persone in fuga. Ci sono i criminali. Ci sono i mercanti di schiavi. Ci sono i governi della regione. Ognuno di questi è un problema. Ognuno di questi va affrontato in modi e tempi diversi e con tecniche diverse. Chiedere all’Italia di essere selettiva, ma al tempo stesso accogliente, dividere ma unire, dar lavoro o asilo a migliaia di persone che hanno trovato/visto nel nostro paese la porta girevole per l’accesso alla speranza/alla criminalità organizzata/ allo schiavismo/l’accesso all’europa è impresa disperata. Risolvibile solo con testa sgombra da pregiudizi, visione prospettica e coesione nazionale. Tutte cose che da noi mancano totalmente. In più le elezioni permanenti. C’è da essere disperati. Certo che la mia era una provocazione ma anche un invito a non ragionare con la pancia, con i sentimenti o, peggio, con le richieste degli altri ben lieti di scaricarci addosso un problema collettivo.

  3. cheyenne dice:

    Gentile Dr. Ajroldi, apprezzo la risposta in puro stile navajo. Apprezzo le Sue ponderate riflessioni che usano un linguaggio schietto e sincero, lontano dalla demagogia e dagli eccessi propagandistici-elettorali di questo governo. Apprezzo l’approccio pragmatico ad un problema complesso. Purtuttavia anch’io ho delle ulteriori riflessioni che riguardano l’uso spropositato che da parte governativa si è fatto sui numeri dell’immigrazione, incutendo paura ed insicurezza che tanto solleticano la pancia degli elettori. [...]La portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, Laura Boldrini, ha affermato che l’Italia ha il minor numero di rifugiati tra i Paesi europei. Il nostro Paese ha un numero complessivo di 38mila rifugiati. La Germania ne ha 600mila. I rifugiati in Francia sono 150mila e in Gran Bretagna sono 300mila. In fondo si tratta di numeri modesti. [...]. Perchè si vuole incutere paura ed angoscia negli italiani? Perchè usare l’immigrazione come arma elettorale? Anche i bambini e le donne violentate con in grembo i segni della violenza, sono criminali? Quanto fa comodo usare la manodopera “clandestina” senza diritti, in lavori che gli italiani rifiutano come la raccolta del pomodoro in Puglia? Domande senza risposta, perchè ancora una volta si è ricorso al voto di fiducia espropriando il Parlamento delle sue funzioni.
    Di seguito, l’articolo completo da cui ho tratto alcuni stralci:

    http://www.agi.it/news/notizie/200905122108-cro-rt11331-rifugiati_unhcr_in_italia_meno_che_in_europa_ue_faccia_di_piu

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