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Nomine Rai

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Ancora un rinvio per le nomine ma tanto “chiacchiericcio” sui nomi in circolazione, sulle battaglie all’ultimo sangue tra FI e Lega per un posto da Direttore, Vice-direttore e via a scendere. La va così, purtroppo. La guerra privilegia l’appartenenza non certo la competenza, la storia personale, la comprovata capacità ad occupare quella posizione. E così, ad esempio, per dirigire quello che fu il giornale di Barbato, il TG2, viene accreditato Mario Orfeo attuale direttore del “Mattino ” di Napoli. Cosa c’hai contro Orfeo, giornalista? Nulla. Mi domando solo perchè pensare ad una persona a cui bisognerà spiegare che la televisione non va a gasolio, che tutti quegli schermi nella sua stanza servono ad altro e non a vedere la tv, che il linguaggio televisivo scritto e di immagini ha un suo specifico ineludibile. E allora non era più semplice guardare in casa? Non era più facile prendere qualcuno che in Rai lavora, magari anche con profitto? No. La regola dell’accontentare i nuovi padroni del vapore prevede nuove immissioni di fedeltà eterodiretta. Quando Antonio Ghirelli venne a dirigere il TG2 chiese di vedere il collegamento in diretta dal Parlamento. Ascoltò il pezzo e poi chiese di fare delle modifiche al testo. Nell’imbarazzo generale gli fu detto che era in diretta, che quindi era finito, dunque non era più possibile. Ghirelli, furioso, gridò: “Mi volete boicottare”. Ci mise otto mesi per iniziare a capire il meccanismo. Al dodicesimo fu sostituito da Alberto La Volpe. Quando arrivò Paolo Garimberti, attuale Presidente della Rai, si dovette cominciare da capo. Montaggi, ampex, dirette, servizi. Aveva cominciato a capire la macchina che arrivò la contro-riforma e dovette cedere il posto.

Ora alla terza rete si sta creando una situazione surreale. Le destre vogliono cacciare il Direttore Ruffini perchè odiano Blob, vedono di malocchio Ballarò e peggio ancora Mi manda Rai 3 dell’ottimo Andrea Vianello. Allora fanno una proposta oscena: promuovere Ruffini, sostituirlo con Di Bella, Direttore del TG3, e sostituire lui con Bianca Berlinguer. Una pensata diabolica che ancora non ho sentito rifiutare con sdegno e rabbia da nessuno tra Idv, PD e persone perbene. Sarebbe ora invece che si cominciasse ad aprire le finestre e far entrare aria nuova in quella muffa di nomi con casacche e fedeltà conclamate.
Non sarebbe ora di sparigliare? Non è arrivato il momento di tirare fuori dalla Rai quelle belle professionalità che si sono formate nel corso degli anni e di dargli incarichi dirigenti? Pasquale D’Alessandro , ad esempio, non potrebbe andare a dirigere una Rete e a Guido Paglia cosa manca? Marino Sinibaldi non potrebbe essere il professionista adatto per dirigere Rai3? E Andrea Vianello alla direzione del TG3 non vi farebbe sentire più tutelati? Con lui le notizie non verrebbero certamente nascoste come invece sembra accadere nella rete ammiraglia.

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giu  09
24
alle 04:43
da luca ajroldi


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