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Non è la BBC

Nella tarda mattinata di venerdi il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto legge anticrisi del governo. Il Tg1 delle 13,30 fa in tempo a riferirlo con ampiezza di particolari e con la coda delle dichiarazioni di Berlusconi. Nel dubbio che in quel momento gli italiani siano in altre faccende affaccendati la notizia e le valutazioni del primo ministro vengono ripetute in tutte le successive edizioni del tg 1 dello stesso giorno. E poiché evidentemente, pur in presenza di tanto eccesso informativo, il dubbio non è del tutto fugato, si bissa la notizia per tutte le edizioni del tg1 del giorno successivo, quello di sabato. E in una delle edizioni di sabato, la più importante, quella delle 20 e 30, il principale telegiornale della rai, il tg1, compensa il troppo dato sulle decisioni anticrisi del governo con un poco, pochissimo che fornisce su un altro fatto, le indagini che la magistratura pugliese sta conducendo sull’imprenditore Tarantini, entrato nella cronaca( forse-ahinoi –anche nella storia) come fornitore ufficiale di escort e squillo per le reali dimore, quelle del premier. O meglio il servizio c’è, è anche di una certa ampiezza ma non contiene un solo riferimento al nome di Berlusconi. Come se la faccenda non lo riguardasse! Questa, cari lettori, oggi non è la BBC ma la Rai. Purtroppo (detto da uno che la Rai l’ha nel cuore da quarant’anni)

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giu  09
28
alle 09:04
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Credo che nel merito non abbiamo punto di disaccordo, o sbaglio? il problema è il metodo. Co...


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4 Commenti to “Non è la BBC”

  1. Luca Ajroldi dice:

    Quello che leggete non è una critica al Tg1, ogni Direttore è libero di fare il giornale come crede. E’ un grido di dolore verso una Rai e la sua informazione violentata, stuprata, ridotta a merce di scambio a cui unisco il mio. Aver lavorato in Rai per 40 anni con un altra etica, fa vivere il presente con immenso dispiacere.Trattare la vicenda di Bari come puro fatto di cronaca legata alle tangenti non fa onore alll’inviato Pino Scaccia di cui ricordo ben altri servizi. Non citare le escort o showgirl o ragazze-immagine come preferiscono farsi chiamare, che il sig. Tarantino portava a Palazzo Grazioli seguendo precise indicazioni non è errore professionale è una macchia indelebile. E’ un marchio. Visto che, a quanto dicono in molti, non era solo Tarantino il solo fornitore di giovani ragazze per i banchetti del grande affabulatore.

  2. cheyenne dice:

    Purtroppo, il problema è sempre quello di diminuire anzi azzerare l’informazione nella RAI. L’obiettivo è di trasferire gli utenti (che ancora guardano la tv) sui canali Mediaset. Ciò comperterà evidentemente anche licenziamenti del personale in RAI, oltre che ridurre il prodotto editoriale e la raccolta di pubblcità. Quest’ultima fa davvero gola a Berlusconi, detentore di gran parte dei media italiani. Con buona pace della VERA INFORMAZIONE.

  3. mario pinzauti dice:

    Non sono del tutto d’accordo con Cheyenne .Io penso che
    Berlusconi non voglia la Rai morta ma la voglia viva purchè sua:per diventare così una sorta di Carlo V del più potente e suggestivo dei mezzi d’informazione e formazione,la televisione ,e poter sentirsi certo di disporre di un impero mediatico su cui non tramonta mai il sole nonostante le coraggiose resistenze del manipolo asserragliato nel Fort Alamo di Rai 3 e grazie alle compiacenze di uomini che pur hanno alle spalle pedigree professionali di tutto rispetto,quali l’inviato Pino Scaccia e anche,purtroppo,il presidente Garimberti che sta brillando,oltre ogni ogni possibile negativa previsione,per i suoi colpevoli silenzi

  4. cheyenne dice:

    Credo che nel merito non abbiamo punto di disaccordo, o sbaglio? il problema è il metodo.

    Come cioè, avere tutte le tv sotto il potere incontrastato e disporre di un impero mediatico al 100% nelle sole mani di Berlusconi. Come avere la RAI ad un “prezzo stracciato” ? Scarsamente sostenuto da entrate pubblicitarie che rappresentano la base economica (oltre al canone) su cui si sostenta la RAI ?

    A mio modesto avviso, si sta già compiendo l’ultimo atto: quello cioè della dequalificazione del prodotto editoriale (Rai1- Rai2) con le coraggiose resistenze di Rai3 ” Fort Alamo asseragliato” che tu ben descrivi.

    Con un’aggiunta: Rainews24 che offre, sia in video, che on line, interviste, approfondimenti, reportage, inchieste che offrono un vasto panorama, mantendendo le caratteristiche di professionalità ed equilibrio politico.

    Sapranno i nostri eroi sopravvivere all’inferno di fuoco e fiamme che li circonda?

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