Oltre le forche caudine
Con la sconfitta in Sardegna,con le dimissioni di Veltroni e il vuoto che la sua decisione ha lasciato in tutti noi che abbiamo il cuore dove,secondo l’anatomia dovrebbe stare,cioè a sinistra,stiamo passando in questi giorni sotto le forche caudine dello scoramento e dell’umiliazione ,perseguitati oltretutto dalla paura che tutto questo,e peggio,non sia finito.E infatti non finirà ,o finirà con il disastro totale se un gruppo di forti e puri-più numerosi nelle file del pd di quanto oggi si creda-non farà da diga alla deriva, non affiancherà il successore di Veltroni nell’azione per ridare forza,visibilità , coerenza al partito che,con tanta passione e impegno,Walter Veltroni aveva in mente e che,come lui stesso ha detto,non è mai del tutto esistito a causa di divisioni,distinguo,protagonismi che hanno colpito e ferito anche nei momenti politicamente più delicati (vedi manovre che portarono alla caduta della giunta Soru in Sardegna,il caso Villari,le inopportune e intempestive candidature alla successione del segretario ). Per riparare gli enormi danni provocati bisognerà mettere in preventivo una lunga traversata del deserto:che servirebbe però a poco se non la si iniziasse subito,prima che sia definitivamente tardi.
da mariopinzauti
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