Elezioni

Per evitare che al male segua il peggio

Nei nostri primi commenti ai risultati elettorali abbiamo puntato indici e sguardi soprattutto sulle delusioni e le amarezze di Berlusconi. Poichè delusioni e amarezze in questi giorni postelettorali non si addicono purtroppo solo al primo ministro è giunto però il momento di dire qualche parola anche sui guai del pd. Questo partito, che resta comunque la maggiore forza dell’ opposizione, è uscito ridimensionato dalle europee e ha perduto, nelle amministrative, un notevole numero di comuni e province. Poteva andargli anche peggio se una fetta notevole del suo elettorato anziché colpire con la propria protesta Berlusconi – che comunque meritava di essere punito- avesse condannato, con un voto contrario, o un’astensione, la paralizzante litigiosità interna del proprio partito e l’inefficienza politica che essa fatalmente produce. Il fatto che così non sia stato non può essere tuttavia motivo di consolazione. Offre solo il seguente avvertimento: il peggio per ora evitato diventerà inevitabile se dalla negativa esperienza del 6-7 giugno il pd non trarrà e utilizzerà gli anticorpi, se per scendere sul terreno dei fatti non si riuscirà a bandire comportamenti come quello di Matteo Renzi -il giovane candidato alla carica di sindaco di Firenze-che si divertì a definire pubblicamente “vice disastro” Dario Franceschini, successore di Veltroni alla segreteria del partito, o come quelli dei notabili di Napoli, Torino, Bologna, tante altre città in gran parte impegnati per parecchi mesi a polemizzare l’uno con l’altro.

E danni sempre più gravi potrà anche dare la sopravvivenza della cattiva abitudine di scegliere spesso per le cariche di partito e le candidature elettorali personaggi che per preparazione e passione politica valgono mezzo soldo bucato .Anche qui il 6-7 giugno ha offerto utilissime lezioni, gettando nelle immondizie molti pesi morti e palloni gonfiati e premiando sia giovani promesse che partivano da un’esperienza già qualificante sia persone che da anni si spendono per mettere la loro sperimentata competenza e la loro passione politica al servizio del partito e del paese. Due esempi:Debora Serracchiani,la giovane segretaria del pd di Udine, eletta per la prima volta deputato nel Nord Est con più preferenze di “papi” Berlusconi e Gianni Pittella, protagonista di molti importanti atti della politica economica dell’UE, autore di numerosi libri sulla stessa materia, nonché instancabile predicatore,soprattutto nelle regioni meridionali, dov’è stato rieletto, dell’ importanza della presenza e del lavoro dell’Europa per migliorare il benessere dei cittadini .

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giu  09
10
alle 08:23
da mariopinzauti


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