partito democratico

Perché votare alle primarie

Oggi bando al noi . Una volta tanto parliamo usando la prima persona singolare,l’io. Anzitutto per non compromettere il capo supremo, Luca Ajroldi, che probabilmente la pensa come me e tuttavia-se è così-deve dirlo da solo, o in caso contrario tracciare una sia pur momentanea linea di demarcazione tra se stesso e il suo più affezionato collaboratore, cioè il sottoscritto. E poi perché mi sembra che l’io dia meglio del noi forza e autenticità di sentimenti e di convinzioni alla proposta che sto per sottoporvi. E che è la seguente: domenica prossima, 25 ottobre, se come me, come tanti altri, avvertite il bisogno di tentare di por fine all’assurdità politica che governa il paese e condiziona le vite di tutti gli italiani andate a votare per le primarie: per Bersani, Franceschini, Marino, o anche, se non avete le idee ancora sufficientemente chiare, con scheda bianca. Perchè la prima necessità di questo momento è di far numero, di dimostrare all’uomo travolto dal delirio di onnipotenza, perché “non sta bene”, come ha detto sua moglie, o semplicemente perché così, inconsapevolmente e incolpevolmente, l’ha fatto la sua povera mamma, che le sue bugie, la sua arroganza, il suo abuso e abuso della “cattiva maestra”(come Popper definì la tv) non hanno ancora appecoronato e privato della capacità d’intendere e di volere l’intero popolo italiano. Una numericamente ragguardevole partecipazione alle primarie farà scoprire a lui e ai suoi servi che c’è ancora una forte e decisa componente dei nostri connazionali decisa a contrastarlo ora e a detronizzarlo domani .Non sarà una risolutiva vittoria ma sarà, potrà essere un richiamo alla realtà a chi proclama di avere ai suoi piedi l’intero paese e forse comincia a credere che sia così .E potrà anche-speriamolo- stimolare il pd a ritrovare fiducia nella sua forza e nel suo ruolo, a por fine al suo troppo lungo sonno, a rialzare la testa e scendere finalmente in campo assieme ad altre forze avverse all’assurdità politica che si sta tentando di trasformare in normalità italiana.

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ott  09
20
alle 08:21
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di ajroldi il 01/1/70

Come potrei essere in disaccordo con una proposta, Mario carissimo, fraterno collega, che racchiu...


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2 Commenti to “Perché votare alle primarie”

  1. giuseppe dice:

    Sono perfettamente d’accordo con lei dottor Pinzauti. Mai come in questa occasione andare a votare alle primarie del Pd sarà un grande segnale di vitalità della nostra democrazia. In un momento in cui, a ragione, vengono lanciati tanti allarmi sullo stato di torpore dell’opinione pubblica addormentata da un’informazione unidirezionale, e spesso minacciosa con i non-allineati, una partecipazione sostenuta, potrebbe essere il giusto segnale da mandare a chi governa il Paese in questo momento. Indipendentemente dal candidato scelto o dalla scheda bianca che si desidererà infilare nell’urna, recarsi ai gazebo sarà un modo pratico e visibile per testimoniare che c’è un’altra Italia che riconosce i processi democratici, che ne condivide lo spirito, e che è gelosa di certe regole di convivenza civile. Dunque, non posso che unirmi al suo invito dottor Pinzauti ad essere più numerosi che mai domenica alle primarie.

  2. ajroldi dice:

    Come potrei essere in disaccordo con una proposta, Mario carissimo, fraterno collega, che racchiude in se molte ragioni. Dimostrare a chi ci governa che il voto gli ha concesso il diritto di governare ma non di appropriarsi del paese o delle istituzioni. A chi si riempie la bocca con la parola popolo, con numeri e sondaggi, dobbiamo dimostrare che c’è una parte imponente di italiani che non è disponibile a farsi mettere i piedi in testa. Dobbiamo rendere visibile quest’altra Italia che apprezza la democrazia ed è legata alla nostra Costituzione, che non va considerata come un totem intoccabile ma che deve essere modificata, se necessario, con il contributo di tutti e con l’approvazione dei due terzi del parlamento. Partecipare al voto nei gazebo, oltre a eleggere il segretario del PD ( chiunque ciascuno preferisca) sarà l’avvio di un processo di condivisione delle scelte e degli uomini che dovrà portare ad un rinnovamento della classe politica e della politica. Io ne sono fermamente convinto. Le primarie, o chiamatele come volete, sono il primo vero passo verso quella democrazia partecipativa che è l’obiettivo di tanti, tantissimi di noi.

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