Dibattiti

Qualche parola di troppo

Un produttore di parole tanto prolifico come lui mai si era visto e sentito. Nessuna meraviglia dunque se nel suo fiume, anzi tsunami verbale spesso e volentieri entra una parola o addirittura una frase di troppo, di quelle di cui se potesse -ma non può- egli cancellerebbe volentieri il ricordo non solo nella sua mente ma sopratutto nella mente di coloro i quali le hanno ascoltate e, in qualche caso, messe addirittura da parte, in attesa del momento buono per utilizzarle. E’successo perfino nella terra che, sempre a parole (dato che i fatti, pubblici e privati, lo obbligano a tante presenze altrove), egli ha scelto come sua sede preferita, l’Abruzzo, la sciagurata regione che, dopo il terremoto, ha beneficiato di sue promesse mai profuse a favore di altre parti d’Italia, promesse belle, straordinarie ma in parte condannate in partenza a essere fatte solo di parole, di quell’eccesso di parole che, troppo spesso il nostro non riesce a limitare, a tenere almeno entro i limiti della credibilità. Lo sta dimostrande il caso del signor Antonio Bernardini, terremotato dell’Aquila, impossibilitato a tornare nella sua casa gravemente lesionata dal sisma.Quando,in un pubblico discorso, pochi giorni dopo la catastrofe, Berlusconi asserì di essere disponibile a ospitare in una delle sue case qualcuna delle famiglie rimaste senza tetto Bernardini , come diretto interessato, prese nota del solenne impegno del premier e al momento buono, quando in questi giorni ha presentato domanda per un alloggio in affitto, ha scritto che , se possibile, vorrebbe andare ad abitare a Palazzo Grazioli, a Roma, oppure a Villa Certosa ,in Sardegna.” Ma questa è una provocazione”,ha commentato l’impiegato cui il Bernardini ha consegnata la domanda.”Ma come si permette di pensarlo?”, ha replicato indignato il terremotato””. Io chiedo-ha aggiunto-solo quello che ha promesso Berlusconi, il presidente del consiglio,dunque una persona seria.”Seria sicuramente nelle parole. Nei fatti lo si vedrà in base all’esito della domanda di Bernardini.

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ago  09
14
alle 08:49
da mariopinzauti


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