Qualcosa continua a muoversi
Secondo Betrlusconi la maggioranza non è mai stata così coesa. Noi e con noi molti altri si chiedono: chissà com’era coesa prima e come lo sarà dopo .E’ una domanda che, tra lo stupito e il divertito, non si può evitare dando un’occhiata a quello che sta succedendo nella maggioranza. L’ultima è la proposta leghista per impedire ai meridionali l’accesso all’arma degli alpini. Ed esce allo scoperto dopo pochi giorni che sempre la Lega ha chiesto che nelle scuole del Nord divenga limitata, limitatissima la presenza di presidi e insegnanti “terroni”, a meno che non siano padroni dei dialetti locali o, come minimo – concede con magnanimità la ministra Gelmini – abbiano approfondita conoscenza della cultura e dei problemi del territorio in cui dovrebbero operare. E per colmare (per ora) la misura ecco anche l’uscita, di nuovo della Lega, contro la presenza italiana in Afghanistan. Da alleato fedele, fedelissimo, devoto il partito di Bossi diventa così il bastian contrario della coalizione, pur continuando a giurare amore eterno al governo e, in particolare, al premier. Naturale, dunque, che gli altri, nella maggioranza, digrignino i denti e facciano capire che se Berlusconi ormai non oppone resistenza alcuna alle prepotenze della Lega non si vede perché non debba abbassare il capino di fronte a prepotenze di altre forze del centrodestra. Il Mpa di Lombardo l’autonomia non si limita più a dichiararla ma se la prende. Una parte consistente di parlamentari del Pdl, disertando le sedute della Camera, rischia di far bocciare il documento sul Dpef. Berlusconi tuona contro il progetto di Pdl del Sud. Ma il progetto resta vivo e vegeto. Questa sarebbe la coesione mai prima vista della maggioranza? A noi sembra la dimostrazione del fatto che perfino tra i suoi servi e servetti Berlusconi non è più Dio in terra e che, dunque, qualcosa, nella politica italiana, continua a muoversi, sia pure con lentezza.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di daland il 01/1/70
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luglio 31st, 2009 at 14:44
Berlusconi è in chiara difficoltà (ciò non significa che tracolli domani mattina) e tutti i peones, servitori, reggiborse, approfittatori, opportunisti, leccapiedi e via discorrendo, che sempre affollano le file del padrone (chiunque e di qualunque parte o partito esso sia) cominciano a preoccuparsi del futuro. Perché il padrone, al di là di tirare le cuoia, di problemi non ne ha di certo, loro invece rischiano assai se non si preparano in tempo al “dopo”.
Nessuno mi leva dalla testa che la strategia più lungimirante (e passata al vaglio delle recenti elezioni) sia stata quella del Pierferdi: al momento del redde-rationem, mentre i fedelissimi del Silvio (escluso forse Fini, che non a caso continua a “distanziarsi”) faranno una fatica della madonna a de-silvizzarsi, lui potrà mostrarsi come uno che al Silvio non si è venduto, pur non vendendosi al contempo ai “comunisti”. E dato che, senza Silvio, il PdL sarebbe e sarà un ectoplasma, il risultato si può immaginare: finalmente una riedizione della vecchia e cara DC.